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Ferrara, scritte e disegno osceno sui portoni: le chiese nel mirino dei vandali

Imbrattati gli ingressi del Perpetuo Soccorso (Borgo Punta), Immacolata (Piazzale Dante) e San Benedetto 

FERRARA. Chiese nel mirino dei vandali. L’altra notte si sono consumati almeno tre episodi ai danni di porte e basamenti di facciata di tempi religiosi cittadini. Sembra una stessa mano o una stessa matrice, ma già la questura di Ferrara è sulle tracce di questi anonimi che, oltre a deturpare, hanno ferito il sentimento religioso di molte persone.

Il caso più eclatante è stato compiuto ai danni del portone d’ingresso della chiesa di Santa Maria del Perpetuo Soccorso in via Giovanni XXIII. Ieri mattina i primi fedeli si sono accorti dello scempio commesso con un disegno osceno realizzato con la vernice bianca. Il parroco don Lino Faggioli ha prontamente chiamato un falegname per ripulire il portone e al tempo stesso si è recato in questura a verbalizzare una denuncia contro ignoti. Tra l’altro sopra il portone c’è il mosaico raffigurante la Madonna del Perpetuo Soccorso. Un’oscenità che ha colpito la sensibilità di moltissime persone di Borgo Punta e di chi in quel momento stava portando a scuola i bambini nella adiacente scuola primaria e materna “Sant’Antonio”.


Ma i vandali sono entrati in azione anche in piazzale Dante, dove sull portone d’ingresso della parrocchia dell’Immacolata è stato disegnato un punto interrogativo. Almeno qui, magra consolazione, niente di osceno ed offensivo verso i valori religiosi, ma sempre un vandalismo inutile, dannoso e ingiustificato. Un punto interrogativo che l’autore o gli autori dovrebbero porsi a loro volta, a chi giova tutto questo? Sempre all’Immacolata è stata rinvenuta anche la bomboletta spray con cui sono stati compiuti gli atti vandalici. Nell’attesa che le telecamere poste nelle vicinanze possano in qualche modo aver fornito indizi utili a smascherare i colpevoli di questi atti vandalici, è doveroso segnalare anche un terzo episodio.

Nel raid vandalico contro i tempi religiosi ferraresi non poteva mancare la chiesa di San Benedetto che negli ultimi anni ne ha passate di ogni. Dall’incendio nel 2007 ai danni del terremoto 2012, che ha portato ad una faticosa ricostruzione e a un bel restauro anche della facciata esterna. Facciata che è stata rovinata da una scritta incomprensibile fatta con la vernice nera tra i mattoni e il marmo. Continua così l’elenco di edifici deturpati da questi vandali con la vernice facile dopo le scritte nell’antica chiesa di San Giacomo in piazza Carbone(dove ora c’è un segmento dell’Apollo), lo scempio al basamento della colonna dell’Ariosto in piazza Ariostea, le scritte sui muri d’ingresso del centro sociale Rivana in via Pesci sono per citare i casi più clamorosi.

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