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Ferrara, ai sacerdoti no-vax limitate le attività. Perego: «Non possiamo costringerli»

Il vescovo confida di avere convinto la maggiore parte dei prelati a immunizzarsi. I pochi irriducibili hanno divieto d’insegnare religione e di visitare malati 

FERRARA. La presenza nella casa di riposo “Madonna Pellegrina” di Gavello di alcune suore non vaccinate ha posto l’attenzione sulla tematica religiosi-no vax. Anche nella diocesi di Ferrara-Comacchio, come in tante altre, c’è una sparuta minoranza di sacerdoti non vaccinati, come conferma l’arcivescovo Gian Carlo Perego. Il vescovo in questi ultimi mesi ha anche convinto qualche prete contrario al vaccino a sottoporsi alle dosi anticovid. «La Cei e anche Papa Francesco – dice monsignor Perego – sono per la vaccinazione e per far osservare con scrupolo tutte le norme sanitarie previste per contenere l’emergenza pandemica. I sacerdoti non vaccinati, e purtroppo qualcuno è presente anche nella nostra diocesi, non possono svolgere alcune attività ministeriali come l’insegnamento della religione nelle scuole e andare a visitare gli ammalati. Anche prendendo spunto dalle indicazioni della Cei, si raccomanda di vaccinarsi e chi non lo ha ancora fatto deve usare molto prudenza nella sanificazione e nei contatti con le persone».

«Provvedimenti contro i sacerdoti e i religioso non vax? Non possiamo obbligarli – risponde ancora l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio – ma devono astenersi dallo svolgere il ministero sacerdotale e religioso nella sua pienezza. Per questo confido, come hanno fatti altri, che capiscano l’importanza di vaccinarsi, cambiando opinione. È un atto di amore e un obbligo morale come ha detto anche Papa Francesco». Tra le questioni sollevate c’è anche la distribuzione dell’eucarestia e su questo punto la Cei ha spiegato che tutti i sacerdoti devono esclusivamente consegnare l’ostia in mano al fedele che si accosta al sacramento, previa una scrupolosa sanificazione delle mani prima di distribuire la Comunione. Nella diocesi di Ferrara-Comacchio non ci sono sacerdoti no vax sopra i 50 anni, quindi nessuno del clero ferrarese dovrà allinearsi con l’obbligo imposto dalla Stato per tutelare la salute pubblica. «Spero – conclude il vescovo Perego – che i pochissimi sacerdoti ancora no vax della nostra diocesi si vaccinino».


Gian Pietro Zerbini

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