Contenuto riservato agli abbonati

Cento, addio a Bianchi: l’ex assessore diviso fra sicurezza e informatica

Si è spento a 80 anni per l’aggravarsi della malattia. Lo ricordano il figlio e i sindaci che lo vollero in giunta

CENTO. Si è spento all’età di 80 anni l’ex assessore Antonio Bianchi. Era malato da tempo ed è spirato venerdì sera all’ospedale del Delta a Lagosanto. La notizia della sua scomparsa si è diffusa velocemente in città, dov’era particolarmente conosciuto e apprezzato, suscitando un grande cordoglio.

Bianchi era affetto da tempo da una malattia degenerativa, nei giorni scorsi un improvviso e repentino peggioramento, tanto da rendere necessario, domenica scorsa, il ricovero al Santissima Annunziata di Cento, cui ha fatto seguito il trasferimento all’ospedale laghese. Tra i fondatori di Alleanza per Cento, Antonio Bianchi è stato capogruppo e poi assessore alle attività produttive e allo sport nei due mandati del sindaco Paolo Fava, dal 1993 al 2001, entrando poi anche nella successiva giunta di Annalisa Bregoli con la delega alla sicurezza. Oltre alla passione per la politica e all’impegno amministrativo per la città, Bianchi era particolarmente legato alla parrocchia di San Biagio: per tanti anni è stato priore della Confraternita dei Sacchi. Un legame che viene da lontano, visto che il predecessore di monsignor Baviera fu monsignor Ettore Bianchi, zio di Antonio.


Laureato in astrofisica, Bianchi ha mosso subito i primi passi nel mondo del lavoro occupandosi d’informatica. «Prima ha collaborato con la Siemens a Monaco di Baviera – ricorda il figlio Andrea – e poi in Italia per un’azienda statunitense, la Unisys, con la quale ha lavorato fino alla pensione. Il suo lavoro era quello di informatizzare soprattutto uffici pubblici, ospedali, in tutta Italia, compreso l’ospedale di Cento. Ha gestito il passaggio dai documenti cartacei scritti a mano ai file sul computer». Una caratteristica, fra le altre, che torna anche nelle parole di Annalisa Bregoli: «Antonio, a parte la simpatia personale che era veramente dirompente, è stata persona molto attiva nel campo della sicurezza, sempre a fare progetti, attento ai giovani. Era sempre molto disponibile, poi, essendo esperto d’informatica, ci ha dato una grossa mano in questo settore. Una persona a me molto cara e su cui si poteva sempre contare: appena chiedevi qualcosa, se ne faceva carico immediatamente».

Doti umane e professionali che conferma Paolo Fava: «Sono dispiaciutissimo. Antonio era una persona molto aperta, trasparente, non aveva invidia di nessuno ed è raro trovare persone del genere. Oltre a essere una persona capace, una bella testa, un’intelligenza brillante: simpatico, capace, di grande umanità. È stato capogruppo nel mio primo mandato e poi assessore nel secondo. E non mancava a un funerale: se c’era da dare un addio, si è sempre preso un permesso al lavoro, per rispetto delle persone. Andrò a salutarlo martedì, mi dispiace molto...».

Bianchi non mancava poi di trascorrere tempo nell’attività della moglie, l’enoteca Lanzoni in corso Guercino. Ufficiale in congedo, Bianchi è sempre stato legato all’Unione Ufficiali in Congedo. Una perdita che lascia un segno indelebile. «Per lui erano importanti i valori religiosi, della nazione, della patria, della famiglia. Ce li ha trasmessi con passione, senza imporci mai nulla», lo ricorda così il figlio Andrea. Bianchi lascia la moglie Anna, i figli Andrea e Alberto, e gli adorati nipoti. Già fissata la data dei funerali. L’ultimo saluto ad Antonio Bianchi si terrà martedì 18 gennaio, alle 11 nella Collegiata di San Biagio. Poi la salma verrà tumulata nel cimitero di Cento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA