I giovani agricoltori alla sfida della nuova Pac

Sostenibilità e digitalizzazione, cambia il modo di distribuire i contributi Guidi (Anga): più formazione per gestire tecnologie come la guida satellitare

Fare rete confrontandosi e portando un punto di vista dinamico, in linea con le nuove tecniche e all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. Sono solo alcuni degli obiettivi di Anga, l’associazione di Confagricoltura Ferrara che vede riuniti i giovani agricoltori under 40 i quali, sul solco di una tradizione familiare o partendo ex novo, si trovano a condurre un’azienda in ambito agricolo. «La nuova Pac – sottolinea Claudia Guidi, presidente di Anga Ferrara – è una sfida a cui i giovani di Confagricoltura non possono arrivare impreparati. I nuovi criteri di distribuzione dei contributi Pac vedranno le risorse concentrarsi su quei temi che da sempre sono al centro del lavoro di Anga, dalla sostenibilità alla digitalizzazione delle aziende. Uno dei temi più spinosi sarà la ridefinizione del ruolo dell’agricoltore e di cosa si intende per agricoltore attivo. Lo sperpero di risorse verso soggetti che di fatto non sono imprenditori ma “agricoltori del fine settimana” costa caro alle aziende, in particolar modo a quelle giovani, che contano fortemente sui contributi comunitari per innovarsi ed investire».

Quello dell’imprenditore agricolo è un ruolo poliedrico e di difficile incasellamento, data la grande diversità delle imprese che costituiscono quel mondo, «ma è fondamentale dirigere i fondi verso quelle aziende che sono veramente produttive e che contribuiscono al benessere del territorio in cui sono inserite. Per questo - continua Guidi - è fondamentale che le associazioni di categoria siano l’interlocutore principale per le istituzioni, in modo che ogni centesimo possa essere investito in maniera strategica facendo crescere il comparto. Essere agricoltore oggi non è semplice, il nostro è un settore che vive una profonda dicotomia: da un lato il lavoro non è cambiato dall’alba dei tempi, condizionato dal clima ed in balia degli eventi atmosferici, mentre dall’altro è fortemente innovativo grazie l’impiego di macchinari e tecnologie all’avanguardia».


Un tema altrettanto attuale riguarda la crescente automazione in campo agricolo. L’utilizzo di strumentazioni sempre più costose e complesse richiede all’imprenditore di puntare quasi esclusivamente su lavoratori specializzati. «Se è vero che le tecnologie applicate in campo agricolo, dalle guide satellitari alla semina di precisione, sono in continua evoluzione – è sempre la presidente Anga a parlare – lo stesso non si può dire per la formazione degli operatori, che rischiano di rimanere indietro rispetto al progredire dei software. Per le aziende che puntano sull’innovazione è fondamentale poter contare su una preparazione mirata e concreta, che permetta di sfruttare appieno il potenziale dei macchinari. Con i contributi della 4.0 molti imprenditori hanno scelto di rinnovare il loro parco macchine e diventa perciò fondamentale affidarsi ad operai specializzati che possano capirne il funzionamento. Nel nostro territorio stanno fiorendo progetti di formazione ad hoc per gli operai agricoli, come quelli organizzati con l’ausilio dell’Ente di Formazione nazionale di Confagricoltura e come quello promosso dal Comune di Copparo e dal Cfp Cesta, che permetterà ai partecipanti di imparare non solo a gestire sistemi informativi geografici, ma soprattutto ad elaborare i dati che gli stessi possono fornire».

Andrea Tebaldi

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