Il sindaco all’attacco sulla diretta web delle sedute consiliari

VIGARANO MAINARDA. Durante la prima seduta del consiglio comunale, lo scorso 18 ottobre, il sindaco Davide Bergamini ha annunciato la sua volontà di rendere possibile la diretta del consiglio comunale e poi lo ha più volte ribadito. Date le recenti polemiche, la risposta del primo cittadino non tarda ad arrivare.

«Un atto di trasparenza e di apertura verso i cittadini, uno dei nostri obiettivi principali come abbiamo sempre dichiarato – spiega il sindaco Bergamini – ma fa sorridere che il consigliere Agnese De Michele la pensi allo stesso modo, quando per anni avrebbe potuto farlo, a differenza di noi che siamo insediati da pochi mesi e conosce bene la situazione in cui versano gli uffici comunali».


Un servizio importante di cui molti Comuni del Ferrarese sono già dotati da tempo e anche in passato, chi adesso è in maggioranza e tempo fa sedeva tra i banchi dell’opposizione, ha più volte chiesto all’ex giunta, di cui Agnese De Michele ne faceva parte, di rendere possibile la diretta web della seduta consiliare, ma tutto ciò non è mai stato fatto.

«Questo atteggiamento denota una carenza di idee e argomenti costruttivi, chiedere su temi già affrontati e discussi non le darà la visibilità che cerca – commenta il sindaco Bergamini – e continuare a fare accesso agli atti, gli stessi che per anni sono stati lì, a pochi passi, ci fa pensare che prima d’ora non ha dedicato neanche un minuto di tempo per visionarli».

Il consiglio comunale è l’organo più rappresentativo dell’intero elettorato e, la giunta Bergamini, insieme agli uffici tecnici, ha iniziato a lavorarci lo scorso ottobre alla possibilità di trasmettere le sedute in diretta web, ma l’iter burocratico richiede tempo: servono apparecchiature idonee, una normativa sulla privacy e regole ben definite.

«Per quanto riguarda l’ultima seduta che si è tenuta il 30 dicembre 2021, verranno pubblicati tutti i verbali com’è sempre stato e così sarà per quelli futuri, se le riunioni saranno ancora online per motivi legati alla pandemia».

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