Contenuto riservato agli abbonati

Gavello. Il prete con le suore non vaccinate: «La politica aizza l’odio sociale»

Durante la messa don Roberto ha parlato della vicenda. Le religiose se ne andranno a fine febbraio

GAVELLO. “Sempre dalla parte delle suore, con gratitudine e riconoscenza infinita!”. Inizia così la lettera che ieri (16 gennaio) don Roberto Antonelli (parroco di Gavello e Scortichino) ha letto in chiesa a Gavello per analizzare quanto sta succedendo in questi giorni alla casa di riposo del paese, dove sono morti per il Covid cinque anziani e dove le suore vengono criticate perché non vaccinate. Per tentare di far cambiare loro idea è intervenuta anche la Fondazione Braghini Rossetti, che gestisce la struttura, con la presidente Neda Barbieri che ha convocato un incontro con la loro congregazione e il vescovo Perego, ma non è servito a far cambiare loro idea.

Anche il parroco è ritenuto contrario al vaccino, ma al telefono non risponde alle domande, lasciando che parli la lettera. Ma dice che «quelle contro le suore sono solo calunnie: sono qui da trent’anni e hanno fatto solo del bene. Personalmente in struttura da quando c’è la pandemia mi limito a dir messa e assistere le suore, proprio perché il contagio gira, anche grazie ai vaccinati...».


“Piccolo paradiso”

“Quando fui nominato parroco di Scortichino e Gavello, nel settembre del 2010 - continua la lettera -, tra le primissime realtà che ebbi modo di conoscere ci fu la Casa di riposo “Madonna Pellegrina” di Gavello e la comunità delle suore della congregazione delle “Piccole sorelle degli anziani bisognosi”, presenti a Gavello fin dal 1993, quando aprì la casa di riposo. La primissima impressione che ebbi fu di un piccolo angolo di Paradiso. E confesso che prima di ricevere la nomina a parroco non conoscevo l’esistenza del paese di Gavello. Il trascorrere degli anni come parroco e assistente spirituale della casa di riposo hanno confermato e corroborato l’impressione iniziale. La comunità dalla casa di riposo è sempre stata un piccolo angolo di Paradiso per i “nonni” lì ospitati. E questo grazie alla dedizione integerrima delle suore e del personale dipendente alla cura della persona prima di tutto. Non è un caso se l’età media degli anziani è fra le più alte della provincia e la qualità dell’assistenza fornita ai “nonni” (così da sempre li chiamano le suore) è eccellente. Specie la cura verso quelli più fragili e ammalati, che fino all’ultimo respiro di vita hanno sempre l’assistenza anche spirituale delle suore come accompagnamento al trapasso finale. Più erano fragili e più le suore li hanno accuditi e assistiti con un amore ineguagliabile, come un loro familiare. Anche durante il tempo della pandemia l’impegno e la dedizione con cui le suore e il personale hanno accudito e curato i nonni è stato massimo. Le suore per due anni hanno vissuto praticamente murate vive nella casa di riposo, per limitare al massimo il rischio di contagio, tanto che fino a metà dicembre il virus non era entrato... poi purtroppo i fatti di cronaca già noti da giorni...”.

Le suore se ne vanno
 

“Un pensiero e una preghiera va sicuramente ai nonni deceduti, e alle loro famiglie, come giusto e doveroso; le più sincere condoglianze. Da un po’ di tempo mi ero ripromesso di non intervenire pubblicamente in merito alle polemiche che da mesi ormai stanno lacerando profondamente la società, soprattutto in Italia a motivo delle scelte adottate dal governo tra lasciapassare verde prima e obbligo vaccinale poi. Il potere politico sa bene come aizzare l’odio sociale e distogliere l’attenzione dai suoi errori e negligenze ripetute... ; non posso accettare il tentativo di gettare fango, discredito e disonore sulla casa di riposo e sulle suore utilizzando l’odioso appellativo “no vax”. Ormai quello che conta è trovare il capro espiatorio da sacrificare sull’altare della nuova caccia alle streghe messa in campo dal governo e dai media per coprire negligenze e responsabilità proprie in merito alla gestione della pandemia. Purtroppo questa campagna di fango e odio scatenata contro le suore e la casa di riposo arriva proprio in concomitanza della notizia resa pubblica che le suore lasceranno il loro servizio a fine febbraio; questa decisione è stata presa dalla loro congregazione la scorsa primavera. All’inizio sarebbero dovute partire il 31 dicembre, data di scadenza della convenzione tra suore, Fondazione titolare della gestione e Diocesi di Ferrara. Poi a seguito di richieste incessanti ricevute da più parti, la partenza è stata posticipata di due mesi. Questo avvenimento segnerà la fine di quasi 30 anni di presenza a servizio dei nonni e, fino all’inizio della pandemia, dell’intera comunità paesana che in varie occasioni era coinvolta nella vita del ricovero. Sono certo che alla fine l’amore donato e testimoniato dalle suore ai nonni e a chiunque ha potuto conoscerle e apprezzarle resterà nel cuore di ciascuno, nonostante le cattiverie e il fango che si sta cercando di buttare su un piccolo angolo di Paradiso a Gavello. Chiudo ricordando che per tutti arriverà il giorno del giudizio, in cui saremo chiamati a rendere conto davanti al buon Dio delle proprie azioni, nella verità. Per chi avrà usato misericordia e amore verso il prossimo il giudizio sarà di misericordia (come certamente per le nostre amate suore di Gavello)… per chi non avrà usato amore e misericordia, il giudizio sarà senza misericordia!”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA