Avvocati preoccupati per il carcere cittadino «Intervenga il Ministero»

Camera penale e Osservatorio chiedono si faccia chiarezza Dopo il focolaio scoppiato e il decesso del detenuto No vax 

Chiedono informazioni, che pur richieste nei giorni scorsi, non sono state fornite. Sulla situazione sanitaria all’interno del carcere cittadino , “esplosa” pubblicamente e diventata nota grazie al racconto della Nuova Ferrara per un focolaio di infezioni che ha coinvolto 25 agenti di polizia penitenziaria e una ventina di detenuti, tutti positivi, e uno di questi, detenuto No vax convinto, è morto lunedì mattina al Sant’Anna.

siamo Preoccupati


Così , dopo aver appreso la notizia, Camera penale ferrarese e Osservatorio carcere cittadino hanno manifestato ed espresso «la propria forte preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare».

Spiegano che «grazie ad organi di stampa che hanno riportato la notizia si è appreso del detenuto sessantenne, non vaccinato, deceduto presso il locale ospedale a seguito di un’infezione da coronavirus». E ricordano i due organismi forensi che la notizia era corredata anche da «riferimenti a un focolaio che sussisterebbe nella Casa Circondariale di Via Arginone, dove sarebbero stati colpiti sia detenuti che agenti: in particolare 25 di questi ultimi, positivi e vaccinati, sarebbero già tornati in servizio».

Bene, si trattava di informazioni che giravano da giorni in città, e adesso - scrivono gli organi forensi - «in attesa di avere dati ufficiali, che abbiamo già richiesto da giorni, chiediamo quali iniziative il Ministero e la politica tutta intendano prendere per tutelare adeguatamente la salute di tutte le persone, libere e detenute, che si trovano in carcere a Ferrara e non solo e che poi, inevitabilmente, interagiscono anche con il mondo dei liberi». Un appello dunque affinchè si faccia chiarezza , si diano informazioni precise, neutre e in tempo reale, a chi - i legali - lavora a stretto contatto con il carcere e i detenuti per via dei processi in corso e assistenza difensiva.

luoghi di serie B

Ma non si fermano qui Camera penale e Osservatorio carcere, da sempre in prima linea sui diritti dei detenuti, poichè analizzano e sottolineano che «ancora una volta, purtroppo, si ha l’impressione che le carceri italiane siano considerate e siano diventare luoghi di cittadinanza di serie inferiore, ove ammalarsi, suicidarsi o morire per carenza di cure adeguate rappresentano una sorta di pene accessorie, o fanno parte del trattamento penitenziario».

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