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Bondeno, la comunità piange la partigiana Ormea Lupi

Partecipò all’occupazione del municipio. Nella sua casa a Scortichino s’insediò un comando tedesco. Poi le lotte per il lavoro

BONDENO. Bondeno perde una delle colonne della sua comunità. Si è infatti spenta ieri Ormea Lupi, che, il prossimo 13 agosto, avrebbe compiuto 92 anni. Se ne va con lei un pezzo di storia della città, che passa dalla Resistenza, alle tante battaglie che questa donna straordinaria ha saputo condurre, sul versante politico, sociale, per l’emancipazione delle donne. Con quel suo fare simpatico, ma al tempo stesso tenace e deciso, che è poi il tratto distintivo delle persone del suo tempo.

A darne il triste annuncio è stata l’Anpi, ieri mattina, attraverso le parole del suo segretario Bracciano Lodi e del presidente della sezione di Bondeno, Giancarlo Saccomandi: «L’Anpi di Bondeno esprime al figlio Marco Corazzari e alla sua famiglia le più sentite condoglianze per la scomparsa della cara madre Ormea – è il messaggio dell’associazione partigiana, della quale Lupi era stata componente del direttivo – una fervente combattente per la democrazia, la libertà e i diritti».


La sua vita ha attraversato buona parte del Novecento di Bondeno. La guerra di liberazione ha temprato Ormea Lupi e il marito Raul, scomparso nel 2019 a 95 anni, lasciando quell’impronta che è stata alla base di tutta la loro vita. Ormea aveva sofferto gli anni della guerra, con il fratello impegnato al fronte e un comando tedesco insediatosi nella sua casa, a Scortichino, dopo l’8 settembre ’43. Ormea Lupi, assieme al futuro marito, era in piazza a Bondeno a manifestare per il diritto al lavoro quando, nel 1948, venne ucciso Fernando Ercolei.

Nel corso degli anni Cinquanta la sua famiglia, come altre in Emilia, ospitò un bambino di Napoli, in un’epoca in cui la città partenopea si trovava in una situazione di estrema difficoltà. Lupi fu attivista dell’Udi e del Partito comunista (dopo il Pci tutti i partiti che ne seguirono, fino al Pd) per il quale era stata consigliere comunale dal 1964 al 1975. Nel dopoguerra interpretò Silvana Lodi (nome di battaglia, “Carla”) nel film: “I figli non sono della guerra”. Una pellicola che ripercorre il celebre assalto delle donne di Bondeno al municipio, il 18 febbraio del ’45. Azione intrapresa per di distruggere i registri di leva e impedire la deportazione di molti figli e mariti.

Negli ultimi anni della sua vita, Ormea Lupi è stata ospite della casa di riposo “Madonna Pellegrina” di Gavello, dove era stata incontrata, prima dell’emergenza sanitaria dal sindaco Simone Saletti, che oggi la ricorda con affetto: «Ormea Lupi è tra le donne che hanno contribuito a scrivere la storia contemporanea della nostra città, attraverso il proprio impegno sociale – commenta il primo cittadino –. È un dovere da parte della nostra comunità ricordarla come merita e stringersi attorno alla famiglia, in questo momento di cordoglio».



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