Contenuto riservato agli abbonati

Associazione vince la causa con l’Inail. «Ma l’attività si è fermata e chiudiamo»

“Cevitaevita” si occupa di lavori di pubblica utilità, nel 2017 la richiesta di pagare 11.000 euro: quattro anni buttati via 

FERRARA. «Mi chiamo Martinelli Massimo e sono il Presidente dell’Associazione di volontariato “Cevitaevita” Onlus di Ferrara. Dal 2011 abbiamo aderito ai lavori di pubblica utilità e messa alla prova attraverso una “convenzione” con il Tribunale di Ferrara. Fino alla metà del 2017 avevamo accolto, inserito e fatto accedere ai Lpu (lavori pubblica utilità; ndr) e Map (messa alla prova; ndr) un numero di persone non inferiore a 600. Ma a metà del 2017 arrivò una circolare Inail in cui ci comunicavano che dovevamo pagare un premio in base alle persone che svolgevano Lpu e Map». Martinelli ci scrive questa lettera, in primis per annunciare la vittoria legale contro l’Inail e al contempo per avvisare altre associazioni a non pagare queste somme.

LA STORIA


«Le persone che venivano a svolgere Lpu o Map - continua Martelli - nella nostra struttura trovavano professionalità e serietà. Inserite in un corso obbligatorio, autorizzato dal Tribunale. Il corso era tenuto da due counselor professioniste e si sviluppava in cinque giornate in cui le persone, prima di affrontare Lpu o Map, venivano formate. A questo corso partecipavano, inoltre, due dipendenti della casa di cura che avrebbe poi in seguito accolto i soggetti, in modo da dare il massimo come formazione e competenze. Una volta conclusosi il corso, le persone potevano iniziare a espiare la pena. La comunicazione per i controlli di queste persone era a capo del sottoscritto che, ogni lunedì mattina, inviava una mail con i turni della settimana che si sarebbero svolti in quella struttura, alla caserma dei carabinieri di competenza. Una volta espletato l’obbligo delle ore, le persone erano libere. Questa “macchina” funzionava, e bene, grazie a tutti quelli che ne facevano parte».

Poi la circolare dell’Inail a cambiare tutto e un iter durato quattro anni, fra Tribunali e richieste insoddisfatte. «Dopo vane richieste di spiegazioni a tutti gli uffici, compreso il presidente del Tribunale di Ferrara, non ottenemmo alcun chiarimento. L’unico consiglio/obbligo che uscì dal Tribunale era di pagare ciò che l’Inail pretendeva, bloccandoci immediatamente lo svolgimento di Lpu e Map che avevamo in carico in quel momento. Inail ci chiese tutta la documentazione delle persone che avevano svolto Lpu o Map, cosa che facemmo subito. Mi interrogarono... e dopo mesi di attesa mi esibirono la parcella dei “premi dovuti” per le persone che avevano svolto Lpu o Map presso la nostra struttura. Si trattava di circa 11.000 euro. Ci siamo dovuti cercare e assumere un legale. Nello specifico l’avvocato Paolo Guarini del Foro di Ferrara. Abbiamo dovuto affrontare spese legali, per una Onlus come noi molto difficoltose. Abbiamo avuto la prima udienza il 14 novembre 2019 e abbiamo vinto: il giudice allora ha sentenziato che il premio Inail non era dovuto. Questa sentenza usciva dalle stesse aule in cui, mesi prima, la presidente del Tribunale ci diceva che dovevamo pagare...»

ANCORA DISAGI

Tutto finito? Tutt’altro. «Abbiamo cercato di riorganizzare la “macchina”. Nel frattempo, Inail ha presentato ricorso a Bologna. Cosa penso? Oltre che una perdita di tempo, anche uno sperpero di denaro pubblico. I mesi passano e tutto è bloccato per noi, corsi, Lpu, Map, tutto fermo. Gli avvocati ci chiamano in continuazione per i loro clienti, ma il Tribunale non ci autorizza a proseguire finché la vicenda giudiziaria non sarà conclusa, ovvero finché il Tribunale, in secondo grado, non avrà espresso la sua sentenza. E arriva il giorno della sentenza di secondo grado a Bologna, lo scorso 25 marzo, e abbiamo vinto, ancora».

Soddisfatto? Tutt’altro, «perché dopo quattro anni di battaglie, telefonate, cause, ostacoli a ogni attività è passata la voglia e sono arrivato al punto di pensare di chiudere l’associazione. Ma non prima di invitare associazioni, cooperative e altre forme di associazionismo a non pagare il suddetto premio Inail, come da sentenze a nostro favore», chiude Martinelli.

Per qualsiasi informazione: mail a massimomartinelli1967@gmail .com



© RIPRODUZIONE RISERVATA