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Lo zio di Saman adesso è in un carcere italiano

Si sospetta sia lui l'ideatoree l'esecutore dell'omicidio della nipote di 18 anni che si opponeva ad un matrimonio combinato

REGGIO EMILIA. Per mesi gli investigatori gli hanno dato la caccia. E poi, una volta arrestato il 22 settembre scorso alla periferia di Parigi, è iniziata l’attesa per l’estradizione in Italia, che in un primo momento si auspicava fosse più rapida. Ieri finalmente è arrivato nel carcere di Reggio Emilia Danish Hasnain, lo zio di Saman Abbas, scomparsa da Novellara nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio. Gli investigatori non hanno dubbi: la diciottenne è stata uccisa perché si è opposta a un matrimonio combinato e in generale perché ne aveva abbastanza della opprimente cultura patriarcale della sua famiglia. E lo zio di 34 anni, Hasnain, in questa tragedia ha giocato il ruolo di pianificatore ed esecutore del delitto. Già da tempo si trova in carcere in Italia anche un cugino di Saman, Ikram Ijaz, secondo gli inquirenti anche lui coinvolto nell’omicidio e anche lui trovato in Francia mentre cercava di passare in Spagna. La frustrazione per il mancato ritrovamento del cadavere, nonostante ingenti sforzi e prolungate battute di ricerca, dalla scorsa primavera ha fatto il paio con la rabbia per la fuga di tutto il nucleo familiare. E così, l’arresto alla periferia di Parigi dello zio paterno della giovane ha ridato un po’ di speranza circa il fatto che il caso si possa risolvere, almeno con l’attribuzione delle responsabilità (perché nessuno si illude che la ragazza sia viva).

Il pakistano ieri è arrivato nel carcere di Reggio Emilia su una Bravo, scortata da altre quattro macchine dei carabinieri e della polizia penitenziaria. Il corteo di auto è stato annunciato alle 14.45 dal suono delle sirene e davanti alla casa circondariale ad attenderlo c’erano fotografi e telecamere, a testimonianza di quanto interesse questa vicenda abbia sollevato in tutta Italia. L’uomo (estradato in quanto destinatario di un mandato d’arresto europeo per sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere della nipote) ha viaggiato su un aereo militare decollato dal "Charles de Gaulle" di Parigi ed è atterrato all’aeroporto "Marconi" di Bologna alle 12.50. Gli agenti della cooperazione internazionale lo hanno quindi consegnato ai carabinieri di Reggio Emilia, che alle 13.15 sono partiti verso il carcere.Hasnain era stato localizzato e arrestato alla periferia di Parigi il 22 settembre, dopo quasi cinque mesi di latitanza, grazie alle attività investigative dei carabinieri. A tradire il pachistano erano stati i messaggi che scambiava con i familiari in Pakistan tramite alcuni social network.

La speranza che la cattura possa condurre a una svolta nelle indagini su Saman è in parte minata da quello che il pakistano ha detto durante la detenzione in Francia. Danish ha infatti sostenuto di non aver nulla a che vedere con le accuse che gli vengono mosse e ha aggiunto: «Se avessi commesso quello di cui sono accusato sarei fuggito in Pakistan, non in Francia». In effetti, se si considera come i genitori di Saman siano riusciti a far perdere le loro tracce nel paese asiatico - dove sono probabilmente protetti da una rete di familiari e di conoscenti - si può convenire che quella destinazione gli avrebbe consentito una maggiore tranquillità rispetto alla Francia. La procuratrice reggente Isabella Chiesi al momento della cattura ruppe il consueto riserbo per esprimere soddisfazione e un auspicio. «Ritengo fondamentale aver preso lo zio che, da tutte le indagini e gli accertamenti fatti, risulta essere la mente di questo progetto criminoso pazzesco - aveva detto -. Si profilano le possibilità di interrogatori e confronti se ci fossero delle contraddizioni tra le versioni degli imputati. La sua presenza e la possibilità di svolgere l’interrogatorio qui in Italia è certamente fondamentale. Potrà avvalersi della facoltà di non rispondere, ma non so per quanto».