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Tracciamenti, risposte entro le 24 ore. Chirurgia e specialistica, drastico calo

Il virus corre e condiziona l’attività sanitaria: in un mese 24mila positivi e 30mila “isolati”. Cra, contagi ma pochi ricoveri

FERRARA. Tra Omicron e Delta, le due varianti del Sars-Cov-2 oggi prevalenti in Italia, Ferrara e provincia hanno avuto nel giro di un mese quasi un decimo della popolazione costretta a casa perché positiva al virus. I dati forniti ieri dall’Asl durante i lavori della Conferenza socio-sanitaria territoriale parlano chiaro: 24.332 positivi tra il 19 dicembre e il 18 gennaio scorsi, 30.024 lettere di isolamento (prime positività e isolamenti dei lungo-positivi), 15.622 lettere di guarigione, come ha precisato la direttrice dell’Asl, Monica Calamai.

Il sovraccarico di lavoro ha mandato letteralmente in tilt, nelle ultime settimane, il sistema di tracciamento dei contagi in tutto il Paese e ha richiesto, dopo la segnalazione – anche a Ferrara – di casi di positività “burocratica” protrattisi per settimane, lo snellimento delle procedure per segnalare con tempestività sia gli esiti positivi che le guarigioni, in quest’ultimo caso per consentire un rientro il più rapido possibile a scuola o al lavoro.


Tracciamento più veloce

L’Asl ha annunciato ieri che stanno andando a regime sia la convenzione con le farmacie per la comunicazione in tempo reale dei risultati dei tamponi rapidi, sia la procedura di acquisizione dei referti di autotesting (102 esami effettuati a domicilio il 19 gennaio, nella giornata di ieri erano 120, con 106 nuovi positivi e 14 guariti), dati che al momento vengono ancora inseriti manualmente «per cercare di rispettare le 24 ore» dal momento della comunicazione al trattamento. Questa scadenza, le 24 ore, è oggi considerata un traguardo da perseguire con tenacia dall’azienda territoriale che ha attivato una serie di «automatismi per ottimizzare le tempistiche della presa in carico dei cittadini», ha proseguito la direttrice. Due i servizi già automatizzati: l’invio delle lettere di isolamento con data del primo tampone positivo (molecolare o rapido) e di ogni altro test positivo successivo al primo; l’invio delle lettere di guarigione ai soggetti con tutte le vaccinazioni previste in regola e con tampone negativo al 7° giorno conteggiato dopo il primo test positivo, al 10° giorno se il requisito delle vaccinazioni non è rispettato, al 21° giorno per i lungo-positivi e ai guariti dal Covid da meno di quattro mesi. È stato inoltre organizzato un sistema di messaggistica con il compito di comunicare la positività del tampone (primo e successivi) e di quelli negativi. Questa soluzione, interattiva, è prevista anche per la programmazione degli appuntamenti dei tamponi successivi all’isolamento.

Chirurgia e specialistica

L’impennata verticale dei positivi si è scaricata sul sistema sanitario producendo una serie di effetti negativi. L’incidenza dell’infezione in provincia nelle scorse settimane è schizzata a 4mila casi per 100mila abitanti, ora è calata in media a 2.340. Il virus è tornato nelle case di riposo e negli ospedali: 156 gli operatori sanitari positivi in isolamento comunicati ieri dall’Asl, al Sant’Anna sono 141. Le due aziende hanno avviato massicce campagne di reclutamento del personale per fronteggiare le necessità imposte dalla pandemia. Ieri la direttrice dell’Asl ha ammesso che «l’elevato numero di assenze ci sta mettendo in difficoltà». L’impatto negativo si è registrato anche sull’attività chirurgica. L’aumento dei posti letto Covid ha provocato una vigorosa frenata delle sedute operatorie e il rinvio di appuntamenti fissati per la specialistica: l’Asl ha dovuto rinunciare in questi giorni a 15 specialisti ammalati e ha dovuto ricollocare 466 appuntamenti per visite ed esami, dal 13 dicembre ha sospeso 62 interventi (dal 18 dicembre all’ospedale del Delta funziona una sola sala per le urgenze giorno e notte, a Cento dal 13 dicembre una sala per le urgenze e una sala per la chirurgia ambulatoriale per 6 ore al giorno, nessuna variazione ad Argenta); al Sant’Anna a gennaio le sedute di chirurgia si sono ridotte del 54% (sono sempre garantiti gli interventi su pazienti oncologici e improcrastinabili). Le copiose assenze del personale hanno comportato il temporaneo blocco del Servizio psichiatrico ospedaliero intensivo (Spoi) nel basso ferrarese, con temporaneo trasferimento dei pazienti in Diagnosi e cura (Sant’Anna) o a domicilio.

Case di riposo

Coinvolte dalla quarta ondata anche le Cra, con 53 ospiti e 15 operatori positivi al 3 gennaio (91 ospiti al 18 gennaio con 9 ricoveri, un dato – quest’ultimo – abbassato dalla vaccinazione di massa). In carcere, dove è morto per Covid un detenuto non vaccinato, il 71,3% dei reclusi ha assunto tre dosi; due dosi per 58 detenuti su 327, una dose per altri 11. In provincia il 96% dei residenti vaccinabili ha il vaccino completo, terza dose al 77,4%; fra gli over 50 l’adesione è in ascesa(entro il 31 gennaio prima dose al 94,3%).



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