Allerta per la peste suina e allevamenti a rischio

La malattia non si trasmette all’uomo, ma il contagio avviene tra animali malati  Il virus può resistere alcune settimane nella carne refrigerata. C’è preoccupazione

Preoccupazione anche tra gli allevatori suinicoli ferraresi dopo i casi di peste suina africana che si sono verificati in Piemonte. La Regione Emilia-Romagna ha deciso lo stop nelle province di Piacenza e Parma alla caccia collettiva ai cinghiali e alla caccia con l’ausilio dei cani in quanto preoccupano i casi nelle regioni confinanti. La Regione si pone l’obiettivo di avere una mappatura delle zone a rischio per fermare o contagi. La malattia, che colpisce suini domestici e cinghiali e non è trasmissibile all’uomo se non fermata potrebbe rappresentare un grave danno economico per le aziende emiliano-romagnole che operano nel settore della zootecnia una seria minaccia che potrebbe mettere in stallo la filiera suinicola, nonché le pregiate produzioni Dop della salumeria nazionale.

Nella nostra regione sono presenti circa 1.200 allevamenti per 1, 2 milioni di capi (qualche decina nella nostra provincia concentrati i in particolare nel Bondenese, nella zona di Anita nell’Argentano, nei territori dei comuni di Portomaggiore, Comacchio, Codigoro e Lagosanto. La Produzione Lorda Vendibile è stimata in 307 milioni di euro con le varie Dop Prosciutto di Parma e Modena in primis e vari salumi. In comparto che in Emilia Romagna vale 300 milioni di euro. L’export di salumi e carni suine in Italia si attesta su 1, 7 miliardi di euro.


Confagricoltura regionale tramite il presidente Marcello Bonvicini chiede un piano di eradicazione del cinghiale che è il principale vettore dell’infezione mentre la Coldiretti con il presidente Ettore Prandini chiede la necessità di ridutte il numero dei cinghiali attraverso attività venatorie e azioni di controllo.

Su indicazione del ministero della sanità, la Regione Emilia-Romagna – al momento fuori dalla zona infetta – assume tramite l’ordinanza del presidente anche le indicazioni di intensificare e rafforzare la sorveglianza sul cinghiale anche attraverso l’esecuzione di battute di ricerca attiva delle carcasse di cinghiale, incoraggiare ed accelerare le macellazioni dei suini negli allevamenti familiari, intensificare e rafforzare la vigilanza sulle movimentazioni degli animali sensibili e la vigilanza e verifica delle condizioni di biosicurezza degli allevamenti.

La Regione ha convocato la consulta venatoria regionale e la Consulta agricola regionale, per informare cacciatori, imprese agricole, rappresentanze professionali e cittadinanza delle disposizioni prese per ragioni di tutela.

Per fare prevenzione sulla diffusione della Psa, la Regione ha avviato da tempo un servizio telefonico per segnalare eventuali cinghiali morti e resti. La campagna è rivolta ai cittadini, in particolare escursionisti, cacciatori, tartufai. Nel caso in cui ci si imbatta in un cinghiale morto (o nei suoi resti), l’invito è di telefonare allo 051- 609.21.24 dopo aver memorizzato la propria posizione geografica, e di scattare una foto, da poter inviare successivamente ai servizi.

Il materiale cartaceo della campagna informativa è disponibile nelle sedi dei servizi veterinari dei dipartimenti di sanità pubblica delle Asl, nelle sezioni provinciali dell’Istituto zooprofilattico sperimentale Lombardia e Emilia-Romagna (nella nostra provincia a Cassana) e nei centri visita di parchi e aree protette.



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