Covid, la quarta ondata arriva al picco

Dopo l’impetuosa crescita dei contagi nell’ultimo mese si intravede l’inversione della curva che sale dallo scorso ottobre

FERRARA. Forse è già accaduto questa settimana, più probabilmente quella buona sarà la prossima. L’onda lunga – la quarta – della pandemia sta esaurendo la forza che l’ha spinta nelle ultime settimane fino a superare – e di parecchie misure – i picchi dei contagi delle tre ondate precedenti. Solo oggi, con la pubblicazione dei dati dell’ultimo bollettino settimanale, si saprà se per la prima volta dall’ottobre scorso la curva dei “positivi” conteggiati negli ultimi sette giorni inizierà a muoversi all’ingiù. La corsa della variante Delta e quella, ancora più veloce, di Omicron, che si è già affermata come la mutazione più diffusa in Emilia Romagna e che ha messo le ali al virus durante le feste di fine anno, hanno rallentato il passo interrompendo una progressione che ha moltiplicato per quasi due volte e mezzo i contagi dell’ultima settimana di dicembre e di otto volte quelli registrati nella settimana centrale del mese scorso. A complicare le previsioni c’è il mancato recapito alla Regione, «per un disguido informatico», del numero completo dei contagi inserito nel bollettino di ieri: 63 sulla carta, a cui dovranno essere aggiunti altri 1.350 contagi ancora “ufficiosi”. Col dato completo i positivi registrati nei sette giorni che finiscono oggi superano quota 7mila. La scorsa settimana il numero dei contagi aveva raggiunto quota 8.394, un dato che però comprende anche il bollettino della domenica.

Il valore dei contagi settimanali, se il dato di oggi non sarà superiore a 1.300, potrebbe collocarsi a ridosso di quello della scorsa settimana, confermando un rallentamento anche piuttosto brusco della capacità di diffusione del virus.


Nella settimana fra il 3 e il 10 gennaio i contagi, che comprendevano integrazioni di dati dai giorni precedenti, erano stati 7.592 dopo essersi fermati nella settimana a cavallo di San Silvestro a 3.634. Un’altra settimana o due di impennata con questi ritmi potrebbe mettere seriamente in difficoltà le strutture sanitarie del territorio, che hanno già dovuto incrementare il numero dei posti Covid nei tre ospedali destinati a pazienti pandemici (Cona, Delta e Cento), hanno visto schizzare in alto il numero di sanitari positivi, le cui assenze hanno messo in crisi diversi servizi (quello psichiatrico dell’Asl, la Dialisi del Sant’Anna), hanno dovuto rinviare centinaia di appuntamenti della specialistica e decine di interventi chirurgici programmati. Il numero dei “positivi”, settimana dopo settimana, ha continuato a salire ininterrottamente da metà ottobre, quando in sette giorni si registrarono 59 contagi: era il punto di partenza in provincia della seconda fase della quarta ondata (la prima aveva esordito e si era esaurita tra luglio e l’avvento dell’autunno). I positivi erano già raddoppiati nell’ultima settimana di ottobre e sono poi saliti progressivamente fino agli oltre 8mila della settimana scorsa.

Servirà più tempo, probabilmente, per vedere scendere i ricoveri settimanali (95 fino a ieri, un dato già superiore a quello della settimana scorsa) e i decessi: 22 fino a ieri e 26 la scorsa settimana, ma con i dati della domenica in più. Il segnale che il picco stagionale di Delta e Omicron se non è raggiunto è ormai vicino, però, sembra aver iniziato a delinearsi.

Sulla portata dei contagi nei prossimi giorni, in particolare, potrebbe avere un ruolo non proprio irrilevante la ripresa della frequenza scolastica. Entro domani o martedì, con l’aggiornamento dei dati provinciali, si saprà se la scuola ridarà fiato al virus.



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