Da Anna e Marco alle due cucciolate: i lupi sono tornati nelle Valli di Argenta

Proseguono gli studi dopo gli avvistamenti nel territorio. Nelle casse di espansione hanno trovato un habitat ideale

I lupi nelle Valli di Argenta: due cucciolate che giocano

ARGENTA. Come sono arrivati i lupi ad Argenta, come si sono integrati nelle nostre valli e come possiamo convivere con loro? A queste domande e ad altre curiosità il Museo delle Valli ha cercato di rispondere attraverso strumenti divulgativi che raccontano la storia di due lupi giunti nelle Valli di Argenta. Dopo i primi sporadici avvistamenti del 2019, a partire dal gennaio 2020 è stata documentata la costante presenza di una coppia, che nelle estati successive ha dato alla luce due cucciolate.

Questi eventi riproduttivi sono stati tra i primi in Pianura Padana e in particolare nella macroarea del Delta del Po, a dimostrazione di come il territorio argentano è ancora in grado di ospitare questa specie nell’ambiente di pianura, offrendo una adeguata disponibilità di prede e di habitat.

Gli elaborati risultato della ricerca sono frutto degli studi eseguiti a partire dal 2020, grazie alla Regione Emilia Romagna (Servizio aree protette, foreste e sviluppo della montagna), che è riuscita a inserire nell’ambito del monitoraggio nazionale del lupo - organizzato e coordinato da Ispra -, anche il territorio del Delta e delle Valli di Argenta. Tale progetto ha visto il coinvolgimento e la collaborazione dell’Ente per la gestione dei Parchi e della Biodiversità Delta del Po, il Raggruppamento carabinieri biodiversità, l’Università di Ferrara, il Consorzio della Bonifica Renana, il Comune di Argenta e Soelia, e con il supporto di volontari qualificati di WWF Italia e Guardie ecologiche volontarie (sezione di Ferrara), che hanno raccolto tutti i dati sulla presenza della specie, constatando la graduale colonizzazione di queste aree di pianura da parte del lupo.

Le azioni di questo primo survey di monitoraggio proseguiranno per studiare le dinamiche della specie, individuare le aree di maggiore frequentazione e i territori riproduttivi, nonché osservare aspetti legati alla dieta di questo predatore in tali territori, dando un contributo indispensabile alla rappresentazione dello stato della popolazione italiana e regionale a livello nazionale.

Storie di lupi

Dopo anni di segnali saltuari (rilevati a partire dal 2014 fino al 2019), è stata individuata la presenza stabile di una coppia di lupi – affettuosamente soprannominati Anna e Marco – nell’area protetta di Campotto. Sulla base della tracce trovate e dei comportamenti che le fototrappole, posizionate all’interno dell’area protetta, hanno registrato da inizio 2020, secondo gli esperti, siamo di fronte a due esemplari giovani, maschio e femmina, giunti nelle Valli di Argenta attraverso le aste dei fiumi che confluiscono in questo nodo idraulico: Reno, Idice e Sillaro. Qui, nei 1.650 ettari delle casse di espansione di Campotto e Bassarone, grazie al susseguirsi di progetti di rinaturalizzazione, sono stati ricreati tutti gli ambienti tipici degli ecosistemi d’acqua dolce: prati umidi, valli, canali e boschi igrofili. Guardando i video registrati nei primi mesi del 2020, testimoniano che la giovane coppia di lupi si muove sia in forma congiunta che separata.

La provenienza di questi esemplari è appenninica: attraverso le greenways delle vie d’acqua, i lupi in dispersione viaggiano per molti chilometri, alla ricerca di areali inediti e alternativi a quelli già occupati dai branchi originari e nei quali vi sia adeguata disponibilità di prede. Le rilevazioni fatte in loco testimoniano che la dieta della coppia si basa prevalentemente su nutrie, caprioli, lepri e uccelli acquatici feriti o debilitati. Il lupo è una specie adattabile e ciò gli consente l’occupazione di un territorio potenzialmente molto ampio: si parla di superfici che vanno dai 70 ai 120 chilometri quadrati per ogni nucleo. Attualmente, questo predatore ha colonizzato tutte le fasce altitudinali del sistema appenninico, dalle prime pendici collinari all’ambiente di crinale e sta facendo la sua comparsa anche in ambienti di pianura.

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