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Anche il sindaco per l’ultimo saluto al 35enne morto dopo l’investimento

Accorsi: Sekou faceva l’educatore e studiava all’università Continua la raccolta fondi per riportare la salma in Guinea

CENTO. C’era anche il primo cittadino centese Edoardo Accorsi ieri a Bologna per la cerimonia di Sekou Diallo, il 35enne della Guinea morto dopo sei giorni di coma a causa dell’investimento subìto a Cento lo scorso 5 gennaio.

“Oggi ho voluto partecipare all’ultimo saluto a Sekou Diallo - scrive Accorsi sulla propria pagina Facebook -, tragicamente scomparso dopo un investimento stradale a Cento. Sekou era arrivato in Italia sette anni fa. L’impegno a ricostruire una vita difficile. Faceva l’educatore in una comunità di Cento e nel frattempo studiava all’Università di Bologna. Pochi giorni fa il suo ultimo gesto: la donazione degli organi che ha permesso di salvare due vite. Alla sua famiglia, alla comunità guineana, ai suoi amici, ai suoi colleghi e a tutte le persone che gli volevano bene voglio fare arrivare l’abbraccio della nostra città. Fai buon viaggio, Sekou”.


LA TRAGEDIA

È stata profonda la commozione per la scomparsa di questo uomo, che si era insediato perfettamente nel nostro territorio, sia a Bologna dove viveva e studiava che a Cento, dove lavorava per una cooperativa sociale.

L’investimento è avvenuto mercoledì 5 dicembre in via di Mezzo a Cento, appena uscito dal lavoro. Da subito si è capito la gravità della situazione, tanto che il 35enne guineano è stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale Maggiore di Bologna dove è purtroppo morto sei giorni dopo. Da subito si è mossa la macchina della solidarietà, in particolare per pagare le spese del viaggio della bara nel Paese d’origine, dove potrà ricongiungersi con il resto della sua famiglia, in particolare la figlia e la mamma. Addirittura, si sono mossi privati con le onoranze funebri centesi per poter contribuire a questa spesa.

Come detto, Diallo era perfettamente inserito nelle comunità dove viveva, studiava e lavorava.

LAVORO E STUDIO

Come ha raccontato nei giorni scorsi - alla Nuova Ferrara - Stefano Valeriani, il coordinatore della comunità d’accoglienza minorile dove Sekou lavorava a Cento, nell’ambito della cooperativa sociale Open Group, la comunità “Il giardino dei giganti”, comunità educativa integrata per minori (12-18 anni): «Svolgeva il ruolo di educatore notturno - inizia Valeriani -, era da noi da 7-8 mesi; poi, in varie occasioni si era reso disponibile a svolgere ore diurne. Vedendo che aveva esperienza e facilità di rapportarsi ai ragazzi, gli abbiamo chiesto di ampliare il suo impegno. A lui faceva più comodo il notturno, anche perché studiava (all’Alma Mater doveva laurearsi in antropologia; ndr). Faceva il secondo notturno, ossia presenza passiva, quello che viene svegliato in caso di necessità».

Come confermato dallo stesso sindaco Accorsi, poi, anche dopo la morte la generosità del 35enne si è fatta notare, con la donazione di cuore e fegato che andranno a salvare due vite.

Ieri, come detto, c’è stata la cerimonia di addio al 35enne guineano, dopo una prima commemorazione avvenuta sabato 15 gennaio nel parchetto bolognese dove amava giocare a basket e dove avrebbe dovuto festeggiare proprio quel giorno il compleanno con gli amici italiani. Chi volesse contribuire alle spese di trasporto della salma in Guinea può fare una donazione all’Associazione Guineana dell’Emilia Romagna (iban: IT91X3253203200006571283683).

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