Il bus non passa, molti restano a piedi. La protesta: "Disagi infiniti"

Tper taglia quasi tutte le corse nei festivi, sollevazione dei cittadini: si vive anche in quei giorni, decisione incomprensibile

FERRARA. Tper cancella pro tempore quasi tutte le corse dei bus nei giorni festivi, e si scatena la protesta di chi usa i trasporti pubblici. Ieri, in una mattina gelida ma numericamente significativa, cerchi le novità dagli autisti dei bus ma le trovi dagli utenti. Dal 16 gennaio scorso, quindi dopo una settimana buona di prova, nei giorni festivi l’azienda trasporti ha lasciato attive soltanto 2 linee, la 6 e la 11. Più la linea extraurbana 356 che è quella che collega Ferrara e Bologna passando per la “Porrettana”. Pochino per chi vorrebbe muoversi, magari anche con maggiore snellezza proprio approfittando del minor traffico di persone che solitamente caratterizza i giorni di festa. Il bus numero 6 collega Porotto all’ospedale di Cona; l 11 mette in collegamento invece Chiesuol del Fosso e Pontelagoscuro. Bus cancellati, dunque, e cittadini utenti infuriati. D’altro canto francamente non c’erano tante alternative. Con il diffondersi dei contagi un numero consistente di autisti Tper è rimasto bloccato a letto causa virus. Per sopperire alle assenze l’azienda ha quindi optato per questa scelta. Quella di far saltare delle corse del trasporto pubblico.

Malumore che, ieri mattina, era percepibile sia alla fermata dei bus davanti alla stazione ferroviaria, sia dall’altra parte della strada vale a dire di fronte al Bar Fiorella. «Ma qualcuno dei cosiddetti decisori – sbotta una donna che si avvia verso il parcheggio della stazione in viale San Giacomo – ha pensato che, magari, la domenica molti pensano di trovare meno confusione e quindi vanno a trovare parenti o amici». Domanda cui fa seguito la rabbia di un’altra ferrarese che attende il bus 11/A ma ne avrebbe volentieri preso un altro per comodità personale: «Capisco le defezioni causa Covid – dice – ma tagliare certe corse la domenica mi è sembrata una decisione inopportuna e sbagliata. Chissà se faranno in tempo a cambiare qualcosa in corsa». Appunto.

Il “disservizio” insomma qualche difficoltà l’ha generata. Con qualcuno, scarsamente informato, che è anche rimasto in attesa di un bus che non è mai arrivato. Infine c’è un’altra donna che cerca di essere, se possibile, ancora più realista del re: «Quello che mi dà più fastidio – spiega – è che ancora una volta vengono penalizzati in modo particolare gli anziani e i giovani, coloro che la domenica e negli altri festivi avrebbero pensato di avere più libertà di movimento. La soppressione, pur se limitata ai giorni festivi, di gran parte delle linee – conclude la utente – limita questa possibilità».

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