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La Fials vede soltanto problemi: «Sanità, si rischia il fallimento»

Nel mirino del sindacato le assunzioni annunciate «ma ancora da vedere». E la pandemia «ha aggravato una situazione già precaria e molto complicata»

Marcello Pulidori

Il sindacato Fials attraverso la segretaria generale territoriale Mirella Boschetti coglie l’occasione per un intervento ancora una volta molto critico sulla sanità provinciale.


«Sulle centinaia di assunzioni dichiarate, la Fials – scrive la Boschetti – ha richiamato l’attenzione perché gli operatori che sono in trincea, di tutta questa nuova “forza lavoro”, non se ne sono accorti. La pandemia ha ulteriormente aggravato una situazione già molto precaria e ha ancora una volta colto di sorpresa gli strateghi della sanità».

«Le strutture intermedie hanno subito una contrazione – dice ancora la Fials – dei 3 Osco (Ospedali di Comunità a gestione infermieristica), solo 2 hanno visto la luce, Comacchio e Copparo nel 2014, anno della soppressione di tre ospedali, e da fine 2021 quest’ultimo (Osco di Copparo) è chiuso “temporaneamente” per lavori di messa in sicurezza, un tempismo perfetto, proprio nei mesi invernali da sempre critici, spariti pure nottetempo i 20 letti in dotazione, che fine hanno fatto», si chiede la Boschetti.

«In questi giorni – conclude la Fials – è stato chiuso “temporaneamente” anche lo Spoi (Servizio Psichiatrico Ospedaliero del Delta), i pazienti psichiatrici sono stati ricollocati, mentre gli infermieri e Oss presteranno servizio a CONA a copertura delle numerose assenze per Covid. Non si sentono tranquilli gli infermieri e gli Oss coinvolti nella chiusura, le parole rassicuranti pronunciate dal direttore del dipartimento di salute mentale, non li rassicurano, ricordano sin troppo bene che nel 2013 fu votato dai sindaci il suo superamento e da allora il travaglio e l’incertezza sul destino dello Spoi permane».

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