"Scuole d'infanzia: tante assenze per Covid ma niente chiusure e i contagi aumentano"

La protesta dei sindacati. Cgil e Uil all'attacco: ignorata la richiesta di sottoporre il personale a tampone ogni due settimane

FERRARA. Sindacati all'attacco sulla gestione delle scuole d'infanzia da parte del Comune. La pandemia e l'applicazione delle normative sulla scuola, secondo Fp-Cgil e Uil-Fplm, hanno generato caos e tanti disagi per il personale. "A due settimane dalla riapertura dei servizi educativi, la situazione ci sembra essere esplosiva. Contrariamente a quanto viene raccontato, non sta andando tutto bene: il personale assente causa positività al Covid non viene prontamente sostituito; le sezioni, che dovrebbero essere chiuse con la presenza di un solo positivo, rimangono aperte con il rischio di aumentare i contagi e di conseguenza le future chiusure; il lavoro straordinario è ormai diventato ordinario", scrivono Luca Greco (Cgil) e Leonardo Uba (Uil). I due sindacalisti ricordano che "il decreto del 7 gennaio 2022 prevede, per i nidi e le scuole d’infanzia, che “in presenza di un caso di positività nella stessa sezione o gruppo classe, si applica alla medesima sezione o al medesimo gruppo classe una sospensione delle relative attività per una durata di 10 giorni”.

A Ferrara - ridadiscono Greco e Uba - questa legge non si applica: il Dipartimento di Sanità Pubblica pare abbia comunicato alle scuole che i bambini non presenti il giorno nel quale viene riscontrato il caso di positività possano continuare a frequentare, affermano i due sindacalisti. "Ma così - aggiungono - si rischia di far saltare completamente il tracciamento e di non avere contezza della reale situazione. Peraltro di questa comunicazione sanitaria pare non esserci traccia scritta. Come ampiamente previsto dalla FP CGIL e dalla UILFPL, il personale attualmente in servizio non è sufficiente a coprire tutte le assenze. E per questo sono state rotte le sezioni-bolla. Anche dei bambini. La rottura delle “bolle” da parte delle insegnanti e delle ausiliarie, che siamo certi avvenga nel rispetto dei protocolli Covid-19 che prevedono la completa svestizione ogni qualvolta si cambi sezione, dovrebbe però essere l’estrema ratio e non lo strumento di gestione ordinaria delle assenze. A noi pare che questo non stia avvenendo. Ed infatti i contagi e le chiusure aumentano. Si aggiunga che, alla richiesta di Fp Cgil e Uil Fpl, di sottoporre ad un tampone preventivo il personale che dovrà cambiare sezione e quindi rompere la “bolla”, l’assessora (Kusjak, ndr) ha risposto in maniera negativa".

"Alla richiesta di parte sindacale di sottoporre, su base volontaria, il personale docente e non docente ad un tampone, a carico del datore di lavoro, ogni 14 giorni, il Comune continua a rispondere di no - rimarcano i sindacati - Ovviamente il mondo cooperativo che gestisce i servizi in appalto si è rapidamente adeguato a tutte queste scelte del Comune. Così anche nel privato abbiamo bolle rotte, sezioni aperte quando dovrebbero essere chiuse, personale a cui viene spesso richiesto di coprire l’intero turno di apertura delle scuole. Ed un aumento di casi di positività e di conseguenti chiusure. Anche in questo caso, di tamponi calendarizzati per il personale neanche l’ombra".

La conclusine tratta dai sindacalisti è la seguente: "Se l’obiettivo è mantenere aperti i servizi a qualunque costo favorendo il contagio del virus, si può dire che la strada intrapresa è quella giusta. Viceversa, se si ritiene prioritaria la tutela del personale, dei bambini e delle bambine, allora ci vuole un deciso cambio - da parte del Comune, dei soggetti gestori e dell’ASL - che rimetta al centro la salute di chi nei servizi lavora e di chi quei servizi utilizza".