Si schiantano contro un bus, morti 5 ragazzi fra 16 e 22 anni

Erano sull’auto prestata da un amico e stavano andando verso Brescia. Sul pullman non c’erano passeggeri, ricoverato l’autista rimasto sotto choc

BRESCIA. Sulla dinamica dello schianto non ci sarebbero più dubbi. Chi guidava l’auto che sabato sera a Rezzato, in provincia di Brescia, si è scontrata frontalmente contro un autobus, ha fatto tutto da solo. Un errore costato la vita a cinque ragazzi, morti sul colpo, lungo la strada che dalla Valsabbia li stava portando in città per concludere la serata.Sulla vettura, irriconoscibile dopo il tremendo schianto, c’erano Dennis Guerra, 20 anni, di Sabbio Chiese; Imad El Harram, anche lui ventenne di Preseglie; Imad Natiq, 20 anni, e Salah Natiq, 22 anni(pare fosse lui alla guida), cugini residenti a Vestone, e Irene Sala, 16 anni compiuti a dicembre, che viveva a Villanuova sul Clisi. Tutta la comunità della zona è stata colpita; anche i tre di origine marocchina erano giovani conosciuti che facevano parte di famiglie inserite sul territorio.

Per la famiglia Guerra è dolore che si aggiunge a un dolore ma sopito. Diversi anni fa in un incidente stradale era morto anche un cugino di Dennis, Luca, quando di anni ne aveva solo 19. Irene, la più piccola del gruppo, frequentava il liceo artistico a Brescia e ogni mattina scendeva in bus verso la città. Per ricordarla ieri a mezzogiorno tutte le chiese del suo paese hanno suonato simultaneamente. Il più grande, invece, Salah, era in cerca di una nuova occupazione dopo avere lavorato per alcuni mesi in un’azienda della zona. La Procura di Brescia ha già disposto il nullaosta per la sepoltura e le salme sono state restituite alle famiglie. È stato trasportato in ospedale sotto choc l’autista di 58 anni del pullman che viaggiava senza passeggeri e che non ha potuto fare nulla per evitare l’auto. È stato il primo a dare l’allarme.Il gruppo di amici era a bordo di un’auto, una Polo, prestata da un coetaneo che viaggiava su un’altra vettura, a pochi metri di distanza sulla stessa strada, e che è arrivato sul luogo dell’incidente quando il dramma era compiuto.

Straziante il dolore delle famiglie, avvisate dagli amici e dai parenti, che si sono trovate davanti i figli strappati alla vita troppo presto.«Erano ragazzi come tutti, nati e cresciuti in Valsabbia. Ora per noi è davvero dura», dice un parente di Imad e Salah Natiq. «Non ci sono parole per descrivere il dolore causato da questa tremenda tragedia. A nome di tutta la comunità, esprimo cordoglio e un abbraccio di profonda vicinanza alle famiglie delle giovani vittime», scrive il sindaco di Sabbio Chiese, Onorio Luscia, su Facebook.Poco ore dopo il tragico incidente di Rezzato, si è registrata un’altra vittima sulle strade bresciane. A Torbole Casaglia, nel pomeriggio, è infatti morto l’imprenditore 34enne Alberto Bergomi, che con la sua Porsche si è scontrato con un’altra macchina.