Il bimbo morto soffocato in casa, la verità dalle nuove perizie del Ris

L’inchiesta di procura e carabinieri all’ultima fase, a fine mese inizieranno gli esami finali per stabilire o escludere le eventuali responsabilità della madre   

La svolta

La prossima tappa, l’ultima, è fissata alla data del 31 gennaio: allora verranno depositati otto reperti ai carabinieri del Ris di Parma, per le nuove, ultime, finali e fondamentali perizie per far luce sulla tragedia del bimbo morto soffocato in casa, dove abitava con la madre e due fratellini di 9 e 5 anni. I nuovi accertamenti irripetibili ordinati dalla procura – pm Lisa Busato – si concentreranno su 8 reperti trovati all’interno della casa, quella mattina del giugno scorso, che dovranno confermare – se si riuscirà – l’ipotesi che alla base della tragedia del bimbo trovato morto vi sia solo una colpa da parte della madre, e non una volontà come comunque gli atti finora svolti avrebbero del tutto escluso.


Un fatto colposo su cui indagano carabinieri e procura, partendo dalla possibilità che il bimbo possa essere rimasto soffocato da un lenzuolino attorno al quale era avviluppato oppure, involontariamente, mentre dormiva assieme alla madre. Una parte dei dubbi rimasti agli inquirenti, dunque, dovranno essere dissipati dalle nuove perizie del Ris, ai quali è affidata la svolta dell’indagine, poiché in seguito ai risultati poi verrà chiusa. Finora, dagli atti svolti, in primis l’autopsia sul piccolo, è emerso che il bambino è morto soffocato, per una insufficienza respiratoria, ma non sono stati rilevati riscontri ad indicare un atto volontario. Che sarebbe escluso, anche se – occorre ribadire – l’indagine viene portata avanti con l’ipotesi di omicidio volontario, ma mai come in questo caso si tratta di una configurazione tecnico-investigativa, solo per permettere di svolgere tutti gli esami a 360 gradi, poiché sarebbe escluso, ad oggi, il gesto volontario da parte della mamma: atti tecnici dovuti affrontati – lo ribadiamo – con molta sensibilità da tutti gli inquirenti, a partire dalla pm Lisa Busato, alla ricerca di una verità su una tragedia che non ha eguali. E che porta ancora oggi, per problemi psicofisici, la mamma ad essere ospitata in una struttura protetta, seguita direttamente dai servizi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA