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Pasticcio quarantene, mamme in trincea

Protesta alla materna Guarini: per le famiglie l’isolamento era terminato ieri, per la scuola occorrono altre 24 ore 

Quarantena, chiusa sezione infanzia alla guarini: le mamme protestano

Per la scuola (che si è rimessa ai provvedimenti dell’Asl) la fine della quarantena (e il conseguente ritorno in classe) sarebbe scattata oggi; per le mamme (che si sono rimesse alle normative regionali) l’esito negativo del tampone molecolare fatto il giorno prima dai figli era il lasciapassare per il ritorno in presenza già ieri.

E così davanti alla scuola d’infanzia Guarini, in mattinata, è scattata la protesta fra la referente covid, Maria Gabriella D’Amico, che si rifaceva alle comunicazioni dell’Asl che avrebbe fatto partire la quarantena dal 14 gennaio (giorno della comparsa dei sintomi nella bambina risultata positiva nella sezione), e le mamme Elena ed Elisa Mantovanini (professione avvocato, con normative alla mano) che il contatto lo calcolavano avvenuto già il 13: «tant’è che l’Asl ci ha convocato per il tampone molecolare il 23, decimo giorno successivo al contatto a rischio».

Ma le mamme e i bambini che ieri sono andate davanti alla scuola sono rimasti al cancello: «la dirigente – raccontavano le mamme – ha mantenuto le tre sezione della materna chiuse, e lasciato le insegnanti a casa, con una interruzione di pubblico servizio non motivata in nessun modo. E ha insistito sul fatto che l’Asl non avesse ancora comunicato la fine della quarantena. Ma nessuna regola prevede la necessità di una nuova e ulteriore comunicazione dell’Asl alla scuola, una volta che le famiglie abbiano ricevuto l’esito del tampone. Comunicazione – aggiungono le mamme – che richiederebbe infatti un ulteriore aggravio burocratico, con dilatazione dei tempi, puntualmente verificatasi, posto che i bambini con esito negativo hanno così perso un altro giorno di scuola. Se l’Asl ci ha comunicato tempestivamente l’esito negativo del tampone, a fronte dell’esibizione del referto, perché mai la scuola richiede un’ulteriore comunicazione, sempre da parte dello stesso ente e con contenuti identici, ovvero la negatività del tampone?» insiste Elena Mantovanini. E così i tempi si allungano e si moltiplicano i disagi per i genitori: «le babysitter costano e non tutte le famiglie possono permettersi di affidare i propri figli a qualcun altro».

La richiesta delle famiglie è quindi che «nel doveroso rispetto delle normative e dei protocolli, nazionali e locali, le chiusure delle classi vengano disposte solo qualora sussistano davvero i presupposti dettati dalle regole vigenti e per il tempo strettamente necessario a prevenire la diffusione del contagio. Non oltre. Inoltre, che vi sia chiarezza rispetto alle regole applicate e disponibilità al confronto da parte delle istituzioni coinvolte».

Si fa anche appello al «buon senso e al superamento delle questioni formali: la quarantena è finalizzata a tutelare dalla diffusione del virus e se al decimo giorno i bambini sono negativi, da un punto di vista sostanziale, devono poter andare a scuola». La complessità della situazione, per quanto riguarda il contagio, i tempi dei tamponi e la normativa sulle quarantene, è comunque all’attenzione anche dell’ufficio scolastico regionale: «stiamo cercando di capire con l’Asl – assicura la dirigente Veronica Tomaselli – quali possano essere le modalità migliori per snellire le procedure e garantire alle famiglie tempestività».



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