Ci sono più imprese Ma nel Ferrarese il tasso di crescita è penultimo in Italia

Dopo undici anni c’è finalmente un saldo positivo Govoni: non siamo ancora tornati ai livelli pre pandemia

«Il miglioramento delle prospettive dell’economia viene confermato dai dati sulla creazione di nuove imprese ma non siamo ancora tornati ai valori precedenti alla pandemia».

Così Paolo Govoni, commissario straordinario della Camera di commercio di Ferrara, a commento della rilevazione sulla natalità e mortalità delle imprese condotta dall’Osservatorio dell’economia dell’Ente di Largo Castello sui dati del Registro delle imprese. Il 2021 - sottolinea la Camera di commercio - si è chiuso con un ritrovato slancio delle attività imprenditoriali che, tra gennaio e dicembre, hanno fatto registrare 1.615 nuove iscrizioni (il 10% in più rispetto all’anno precedente). Dopo la frenata imposta nel 2020 dal lockdown e dalla fase acuta dell’emergenza Covid, il rimbalzo della natalità non ha però coinciso con un pieno recupero del dato pre-pandemia, mantenendo un gap di circa 65 aperture in meno rispetto al 2019 e di 420 in meno rispetto alla media del decennio ante-Covid.


Alla ripresa delle iscrizioni non ha fatto eco il ritorno a un fisiologico flusso di cancellazioni. Fin dall’inizio della pandemia, infatti, anche nel 2021 le sospensioni o le restrizioni all’esercizio di diverse tipologie di attività economiche hanno determinato un effetto “surplace” nelle chiusure di aziende. Le 1.595 cessazioni di attività rilevate tra gennaio e dicembre dello scorso anno costituiscono il valore più basso degli ultimi quindici anni, persino più contenuto di quello già record registrato nel 2020.

Saldo positivo

Il saldo annuale è quindi positivo e pari a +20 unità, ma ancora influenzato dagli effetti della congiuntura sanitaria. In particolare, la perdurante tendenza alla contrazione del flusso delle cancellazioni suggerisce molta cautela nella valutazione degli scenari di medio termine dell’evoluzione della struttura imprenditoriale provinciale, che, in ogni caso, registra un tasso di crescita relativa (+0,06%) tra i più bassi a livello nazionale (+1,42%) e regionale (+0,76%). In pratica Ferra occupa il penultimo posto in classifica a livello nazionale davanto solo a Rovigo.

«Le nostre analisi – ha concluso Govoni - mostrano come l’andamento delle iscrizioni sia certamente correlato alle prospettive dell’economia ma anche determinato da andamenti settoriali diversificati e dalle politiche di aiuti pubblici».

Le tipologie

Crescono le società di capitali (+2,62%), diminuiscono le imprese individuali (-1,1%) e le società di persone (-0,42%). Dal punto di vista dei settori, la più ampia riduzione registrata nel 2021 riguarda l’agricoltura, con un saldo negativo quasi dimezzato rispetto all’anno precedente (-97 contro il -168), seguita dal commercio (-71 contro il -112 del 2020). Diminuiscono, inoltre, le altre attività di servizi (-19) e la logistica (-16). Segnali positivi si rilevano tra i servizi orientati alle attività produttive e quelli misti, destinati a imprese o privati, e sociali o collettivi. In dettaglio, il comparto che cresce di più è quello delle costruzioni (+52 unità), trend che ha trascinato anche le attività immobiliari (+43). Segnali positivi provengono, inoltre, dal comparto noleggio, servizi supporto alle imprese (+30, in accelerazione rispetto al 2020), dall’ICT (+19), dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+18) e dalle attività finanziarie e assicurative (+16). Segnali di contenimento della crisi arrivano anche dall’artigianato, che chiude il proprio bilancio annuale con 30 unità in più, quando lo scorso anno la riduzione è stata di 59. Tra i settori artigiani, negli ultimi dodici mesi hanno fatto meglio le imprese delle costruzioni (+41), i servizi alle imprese (+14) e il settore dell’ICT (+11). In rosso rimangono le attività dei trasporti e magazzinaggio (-13) e i servizi alla persona (-14).

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