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Ferrara, due settimane di aria pessima: inizio 2022 da record per smog

Ferrara in testa all’Emilia con 17 giorni oltre soglia, divieti emergenziali inefficaci. L’assessore Balboni: colpa pure delle caldaie. Arriva la pellicola intrappola-polveri 

FERRARA. Da oltre due settimane non c’è una sola giornata con aria respirabile, in città, e mai si era vista una serie nera così prolungata che le misure emergenziali antismog non sembrano in grado d’intaccare. Polveri sottili oltre la soglia di attenzione per la salute che possono, come avvertono da anni i medici, creare problemi alla respirazione: sintomi tra l’altro sovrapponibili a quelli causati dal coronavirus, in questa fase di picco della pandemia. Il Comune allarga le braccia, «le misure antismog sono quelle concordate con la Regione e il problema riguarda tutta la Pianura padana» fa presente l’assessore Alessandro Balboni, evidenziando comunque la riduzione di circa il 30% degli sforamenti l’anno scorso e puntando le sue carte sulle misure del piano Air break che entreranno a regime durante il 2022: c’è anche il lavaggio strade con prodotti in grado di fissare all’asfalto lo smog, che saranno “sparati” con speciali augelli dai mezzi Hera a partire da metà febbraio.

Intanto bisogna prendere atto di un avvio d’anno davvero irrespirabile, con Ferrara a far registrare le peggiori performance di tutta la regione. La centralina Arpae di corso Isonzo ha infatti fatto registrare 17 sforamenti nei primi 24 giorni del 2022, a Modena e Reggio si sono fermati a 16. E le previsioni Arpae per i prossimi giorni sono pessime, tanto da far immaginare la prosecuzione automatica delle misure rafforzate con il blocco dei diesel Euro 4, finora del tutto inefficaci: in Veneto hanno già fermato i diesel Euro 5. «Sì, ma le nostre rilevazioni evidenziano che il traffico non è il solo responsabile - sottolinea Balboni - Il riscaldamento domestico, infatti, da solo produce il 40% dello smog». Di fatto, però, la sostituzione di caldaie casalinghe con la più efficiente rete geotermica non prevede ulteriori passi dopo le recenti connessioni di via Bologna, “costate” il cantiere infinito che ha fatto infuriare automobilisti e commercianti; e le misure concrete di Air break sono quasi tutte riferite al comparto mobilità.


La parziale eccezione è la novità dei prodotti enzimatici, quindi a base non chimica, ideati per creare una sorta di pellicola in grado di imprigionare al suolo le polveri sottili, che vengono poi lavate via e smaltite nel sistema fognario. Gli augelli vanno ancora montati sui mezzi raccoglitori di rifiuti da parte di Hera, quindi l’avvio del progetto sta slittando: trattandosi di una misura efficace soprattutto d’inverno, la sua utilità per questa stagione sarà relativa. Contro l’anidride carbonica, più che le Pm10, agiranno i 2mila alberi da mettere a dimora entro l’anno. Sempre entro l’anno saranno pronte quattro “smart hub”, cioè poli d’interscambio per il pendolarismo verde, dotati di centraline di ricarica elettrica, piccole riparazioni bici, pannelli fotovoltaici, pure degli Amazon locker che, è questa la logica del progetto, faranno risparmiare giri a vuoto dei corrieri. I luoghi scelti per questi hub sono stazione, Corti di Medoro, tecnopolo e Darsena. È infine prevista la realizzazione di una pista ciclabile smart con sensori in grado di accendere i lampioni solo al passaggio di qualche ciclista, asfalto mangia-smog, energia pulita.

Intanto non sono da scartare ulteriori strette se le condizioni meteo non cambiano.



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