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Due dosi in Francia: niente booster antiCovid in Italia

Manca il numero di lotto del vaccino della seconda somministrazione. «Io vittima di un intoppo tra Stati: ma la mia salute non sembra importante»

FERRARA. Non può fare la terza dose in Italia, dopo aver fatto le prime due in Francia, perché sul documento attestante la seconda somministrazione manca il numero di lotto del vaccino. Leyla Marangoni, 28 anni a marzo, si trova in un limbo burocratico da cui spera di uscire entro il 20 febbraio, data di scadenza del suo attuale green pass, dopo la quale - nonostante la sua ferma volontà a proteggersi dal virus - le sarà interdetta la vita lavorativa e sociale. Ma prima ancora del problema relativo alla certificazione verde, Leyla vuole sottolineare la sua condizione di “apolide sanitaria” e la sensazione frustrante che le sia negato il suo diritto alla salute.

Le prime due dosi


La scorsa estate Leyla è rimasta in Francia per un mese e mezzo, per lavorare come ragazza alla pari. Arriva a fine luglio a Mimizan e, anche in vista dell’ampliamento del green pass obbligatorio per svolgere varie attività e accedere a numerosi servizi (entrato in vigore in Francia il 9 agosto), provvede a vaccinarsi con Pfizer. «Ho fatto la prima dose il 30 luglio e la seconda il 20 agosto. Mi sono semplicemente presentata al centro vaccinale e non è stato necessario esibire la tessera sanitaria. Sono stata registrata come turista e non ci sono stati problemi». Dopo la prima dose a Layla viene consegnato un attestato di avvenuta vaccinazione, con indicato anche il numero del lotto del vaccino; dopo la seconda riceve il green pass ma non le viene fornito il numero del lotto. Particolare tecnico a cui Leyla sul momento non fa caso, ma che sarà l’inizio dei suoi guai. «Non avevo motivo, né le conoscenze specifiche, per notare una cosa simile – spiega – Tanto più che allora non era ancora in previsione una terza dose, e il ciclo vaccinale appariva completato».

Booster? Ripassi

A fine settembre Leyla torna in Italia e, con l’apertura delle agende per la terza dose, attraverso il fascicolo sanitario elettronico prenota l’appuntamento per lunedì 24 gennaio a San Rocco, dove si presenta con la documentazione “francese”.

Ma non basta, le viene detto, perché manca l’indicazione del numero di lotto relativo alla seconda somministrazione, e quelle cifre mancanti diventano un ostacolo insormontabile. «Ho spiegato loro che non mi era stato fornito e li ho invitati a cercare nei loro sistemi. Ma non si può trovare nulla perché sono stata vaccinata all’estero». Medici e farmacisti le ripetono tutti la stessa cosa, addirittura c’è qualcuno che le suggerisce di aggirare l’ostacolo prenotando la terza dose come se fosse la seconda, «ma è assurdo: intanto non lo trovo onesto e poi voglio essere in regola anche con eventuali future vaccinazioni». Leyla, intanto, è “scoperta”, non ha la protezione della terza dose, ma con il green pass ancora valido può continuare «ad andare ovunque, lavorare, divertirmi o fare shopping: ma alla tutela della salute allora chi ci pensa?» Un paradosso che le appare ancora più incomprensibile, considerato che «ci sono persone che hanno falsificato il green pass o si sono presentate a vaccinarsi con il braccio di silicone, e io che voglio fare le cose per bene sono vittima di un intoppo tra Stati diversi di cui non ho responsabilità».

I rimedi

Tra le soluzioni che le sono state proposte, quella di tornare in Francia per sbrogliare la matassa: «Ma dovrei tornare a Mimizan, una cittadina dell’Aquitania sull’Atlantico: e chi mi paga il viaggio? Ho chiesto l’aiuto di alcuni conoscenti che vivono là, ma è tutto molto complicato, soprattutto senza una delega». Impossibile contattare il centro vaccinale, perché «sono oberati di lavoro e non hanno attivato né telefono, né mail». Così come squillano a vuoto i telefoni delle Ambasciate. La speranza forse è più vicina, al di là del Po: «A quanto sembra il problema del lotto riguarda l’Emilia Romagna. Ho preso appuntamento a Rovigo, per il 1° febbraio. E sto incrociando le dita».



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