Ferrara: otto lavoratrici in nero impiegate come hostess per un evento fieristico

Il "sommerso" scoperto dalla Guardia di Finanza. Per l'imprenditore maxi sanzione e l'ordine di regolarizzare le ragazze

FERRARA. Sono otto le lavoratrici “in nero” scoperte dalla Guardia di Finanza di Ferrara durante un controllo di polizia economico-finanziaria eseguito per la verifica della corretta applicazione delle norme che disciplinano i rapporti di lavoro dipendente. Nel dettaglio, i finanzieri della Compagnia di Ferrara, nel corso un’ispezione eseguita nel pieno svolgimento di una manifestazione fieristica, hanno scoperto, nel capoluogo estense, 8 lavoratrici impiegate come “hostess” dell’evento, prive di qualsivoglia contratto di lavoro ed in assenza di garanzie previdenziali ed assistenziali.

Durante il controllo, tutte le lavoratrici hanno dichiarato di essere state reclutate direttamente da un collaboratore di un imprenditore ferrarese, impegnato nella organizzazione di convegni e di campagne di marketing, con la promessa di un pagamento “in nero” di 70 euro giornalieri al termine della prestazione. Lo stesso titolare dell’attività, non è stato in grado di esibire alcuna documentazione che potesse provare la regolarità delle posizioni lavorative. L’imprenditore è stato quindi diffidato alla regolarizzazione delle dipendenti per il periodo di lavoro prestato in nero, alla stipula del contratto di lavoro e al mantenimento in servizio delle lavoratrici per almeno tre mesi, secondo la normativa giuslavorista.

Allo stesso è stata inoltre elevata la cosiddetta “maxisanzione”, ossia una pena pecuniaria per ogni lavoratore irregolare, per un importo complessivo compreso da un minimo di 14.400 euro a 86.400 euro. In caso di mancata adesione alla “diffida”, l’importo della maxisanzione per l’imprenditore potrebbe arrivare ad un massimo di 172.800 euro.

L’esito del controllo è stato successivamente comunicato all’Inps, all’Inail, alla Direzione Territoriale del Lavoro e Agenzia delle Entrate per i profili di competenza. L’assiduo impegno della Guardia di Finanza nella lotta all’economia sommersa costituisce un freno alla permeabilità degli illeciti nei diversi settori produttivi. La specifica attività ispettiva consente, da un lato, di arginare la diffusione dell’illegalità nel sistema economico a danno dell’imprenditoria sana che opera nel rispetto delle regole, dall’altro, di tutelare la parte più debole del rapporto di impiego, ovvero i lavoratori dipendenti. Questi ultimi, infatti, prestando la propria opera in “nero” o in maniera irregolare, non vedono riconosciuta alcuna copertura previdenziale e assicurativa, con gravissime conseguenze sia sulle legittime aspettative di maturazione dei requisiti pensionistici, sia sulle garanzie in tema di infortuni sul lavoro.