FrigAir, dal Venezuela a Ferrara per amore: Refrigerazione la mission

Specializzata in radiatori, aria condizionata e primo equipaggiamento veicoli Il presidente. Mancin: «L’obiettivo è sempre quello di puntare sull’efficienza»

FERRARA. Dal Venezuela a Ferrara per ragioni d’amore. Potrebbe iniziare così la storia di FrigAir, realtà internazionale che si occupa di radiatori e raffreddamento veicoli con sede italiana a Ferrara (e due magazzini in Sicilia). D’altronde, tutto è partito dalla numerosa famiglia rodigina Mancin (11 fratelli e 3 sorelle), che vide nel secondo dopoguerra quattro di questi fratelli andare in Venezuela a cercare fortuna. E tre di loro hanno sposato donne ferraresi, tanto che ben presto il resto della famiglia Mancin passò il Po. Per parlare di questa realtà abbiamo intervistato in video conferenza negli Stati Uniti il presidente Roberto Mancin, atteso fra una decina di giorni a Ferrara, dove torna puntualmente. «Mio papà Riccardo era di Bellombra, i fratelli della zona di Adria - ci dice -. È una storia tipica di italiani che hanno cercato di trovare altri posti dove poter ricominciare. Lo racconto sempre come battuta che i fratelli Mancin emigrarono proprio in Venezuela perché quando sono andati a chiedere il visto ai Consolati, le code per Stati Uniti e Argentina erano troppo lunghe e così hanno optato per il Venezuela dove c’era poca gente in fila. Pietro, Giocondo e Riccardo (ormai deceduti; ndr) hanno fondato la prima azienda di riparazioni che con il passare degli anni si è convertita in fabbrica di radiatori per raffreddamento veicoli. Negli anni ’60 il Venezuela fece leggi importanti per l’economia locale, specie quella automobilistica, tanto che arrivarono tutti i colossi, Chrysler, Fiat, General Motors, Ford, Renault, Mercedes, Mitsubishi, aziende di camion e l’80 - 90% dei radiatori e dell’aria condizionata erano dall’allora Gruppo Mancin. I fratelli, nel frattempo, hanno iniziato a fare altro e il modo più efficiente era diventare produttori diretti di primo equipaggiamento, a partire dall’aria condizionata, la cui azienda fu fondata da mio papà, da Pietro e da Giampietro figlio di Giocondo. Nel tempo arrivarono compressori, serbatoi di benzina, pezzi di carrozzeria e stampati e negli anni ’70 e ’80 ci fu un vero e proprio boom di tutte le aziende in Venezuela, compresa la nostra».

A FERRARA


Ma il legame con l’Italia e Ferrara resta forte e proprio Riccardo si prese il compito di avviare qui una fabbrica di radiatori e l’idea fu aprire al Sud ma nonostante l’impegno fu impossibile partire. Progetto solo rinviato, perché alla fine degli anni Settanta ancora Riccardo e Pietro a Ferrara hanno creato una prima fabbrica di radiatori, a lato dell’attuale FrigAir, con due cugini residenti qui incaricati a fare da base. L’obiettivo era l’aria condizionata, «ma erano troppo avanti per l’Italia, mentre in Venezuela e Stati Uniti già era una cosa normale da trovare nei veicoli». E così a Ferrara si è sviluppata la parte commerciale ed ecco la nascita ufficiale di FrigAir srl (ora spa): è il 1991, anno della morte di Riccardo, e a Roberto va l’incarico di seguire tutta la parte dei radiatori (sia in Venezuela con l’azienda di famiglia Infra che in Italia) e la commercializzazione legata a FrigAir, inizialmente solo ricambi radiatori per auto, via via anche al primo equipaggiamento dal Venezuela anche se allora approvvigionare pezzi così lontano era più complicato.

Sempre relativamente a Ferrara, nel 2017 è stato acquisito l’ultimo capannone a lato dell’azienda, attivo dall’anno successivo e così ora l’area è di circa 9.000 mq.

IL FUTURO

Mancin ha ben chiari gli obiettivi di crescita dell’azienda: «Dobbiamo portare tutte le FrigAir a livelli di efficienza pari alle migliori aziende del mondo. La premessa iniziale è che ora noi stiamo facendo molti cambi nell’azienda, esclusivamente con due obiettivi: il primo creare delle condizioni eccellenti per i nostri clienti e il secondo (ma non è secondo in ordine di importanza), questa eccellenza dev’esserci anche nella nostra azienda e nei nostri collaboratori, perché è fondamentale per poter servire bene i nostri clienti. Dobbiamo motivare i dipendenti e per farlo si deve investire nelle risorse interne. Abbiamo importanti programmi in FrigAir Italia e Iberia, poi penseremo a Francia e Germania. Partiamo dal rinnovo del sistema informatico gestionale che non è solo contabilità più efficiente, ma anche miglioramento del servizio e migliore previsione degli ordini nonché gestione dei fornitori. E tutto questo non escludendo il commerciale, una delle parti più vive di FrigAir. La mia idea è che serve un tavolo con gambe forti».

Sul rapporto di FrigAir con il mercato sono due le gamme di distribuzione. Una riguarda tutti i prodotti (quasi 10.000 codici) per ricambio, raffreddamento motori, aria condizionata e filtri abitacolo. E in questa linea i clienti sono i grandi distributori di prodotti specializzati, anche a livello regionale e locale, poi i consorzi che raggruppano ricambisti del settore automotive. Seconda gamma il primo equipaggiamento con clienti come Aprilia, Piaggio, Minarelli Fantic e Betamotor, per citare le principali italiane, poi aziende in Francia e Spagna, soprattutto specializzate per piccole vetture e moto».

E, se come ci spiega il presidente, il commerciale di FrigAir ha funzionato bene in questi anni di pandemia e ora pure di guerra, i problemi per il futuro restano: «A noi preoccupa moltissimo l’aumento dei costi di trasporto da qualsiasi parte del mondo, anche da Cina e Venezuela dove operiamo. Vi sono aumenti fino al 500% in più, cosa impossibile da gestire. E a questo si è aggiunto il costo delle materie prime e i nostri prodotti sono perlopiù in alluminio, altra materia prima che da due anni in qua è aumentata più del 60%; tutto questo comporterà una crescita dell’inflazione in tutto il mondo. Speriamo che il Covid diventi controllabile e che la guerra finisca il più presto possibile, per poter ritornare non dico ai costi di prima ma almeno all’equilibrio nel mondo».

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