Contenuto riservato agli abbonati

Abdou, gli amici mobilitati: «Portare la salma in Egitto»

Miz Mohamed Fawzy Abdou, morto sul lavoro a 36 anni

Lo slancio solidale dei colleghi della vittima: vogliamo aiutare la famiglia. Il papà dell’operaio morto sul lavoro era venuto a mancare circa un mese fa 

FERRARA. Tanti connazionali di Miz Mohamed Fawzy Abdou, che come lui da anni vivono e lavorano in Italia, in queste ore stanno cercando di organizzarsi per consentire, dopo il via libera da parte della magistratura, di riportare la salma in Egitto. E soprattutto, capire come farlo. Attorno ad Abdou, l’operaio edile di 36 anni morto martedì mattina precipitando per 15 metri da un’impalcatura in via Borgo Punta, è già partita una mobilitazione solidaristica, che però sta incontrando non poche difficoltà. «Abdou era una persona meravigliosa, dedicava tutto il suo lavoro per aiutare i suoi cari rimasti in Egitto – ci spiega la signora Fiorella dalla provincia di Varese – Per un certo periodo aveva vissuto a Milano e lavorato in zona, era amico di mio genero, suo connazionale: erano arrivati insieme in Italia, dieci anni fa, e una volta Abdou è stato ospite da noi. Una persona buona e gentile. La notizia della sua morte ha addolorato e sconvolto tanti suoi colleghi che lo avevano conosciuto durante gli anni trascorsi in Lombardia. In queste ore mi stanno contattando da Varese, da Milano, da Busto Arsizio: tutti vorrebbero contribuire, attraverso una colletta, a dare una mano alla sua famiglia».



Abdou non era sposato e da alcuni anni si era trasferito a Baricella, ma in Egitto vivono i suoi cari. Circa un mese fa era morto il padre, lasciando la moglie e due figli, il fratello e la sorella minori della vittima».

Ora l’obiettivo è quello di riportare il corpo in Egitto perché possa essere sepolto in patria: «Purtroppo non siamo in contatto con la famiglia e al momento non abbiamo la possibilità di rintracciare i parenti, non sappiamo nemmeno se hanno la possibilità di venire in Italia – prosegue Fiorella – Così ogni nostro tentativo di ricevere informazioni anche sulle procedure da seguire per consentire il trasferimento della salma, si scontra con il divieto di comunicare notizie di questo tipo a persone che non hanno legami di parentela con la vittima. E in questo modo siamo bloccati. Sarebbe importante avere almeno la possibilità di essere messi in contatto con la famiglia di Abdou, che certo sarebbe felice di sapere che tanti erano affezionati al loro caro e si sono detti disposti a fare la loro parte affinché possa tornare a casa, e non rischi di restare tra le salme “dimenticate” perché magari ci sono difficoltà a reclamarla».

Al momento il cadavere dell’ennesima vittima sul lavoro è a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha disposto l’autopsia. Solo dopo i necessari accertamenti medico-legali sarà possibile procedere con i funerali.



© RIPRODUZIONE RISERVATA