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Petrolchimico. Il ministero: un accordo tra Eni e Basell è nostro interesse, tavolo entro maggio

Il viceministro Pichetto impegna il governo a garantire etilene e propilene. Cgil e Uil: non firmiamo la chiusura del cracking

FERRARA. Si deciderà entro il mese la sorte della chimica padana, e del petrolchimico di Ferrara. Il governo, per bocca del viceministro Gilberto Pichetto, ha infatti promesso di convocare già a maggio il tavolo politico della chimica «per ascoltare le posizioni di tutti gli attori in campo sul dossier Eni Versalis a Porto Marghera, e valutare il testo del protocollo, in fase di definizione, in relazione agli investimenti futuri della società e ai temi occupazionali e ambientali». È il primo risultato del tavolo tecnico di ieri al Ministero dello Sviluppo economico, al quale hanno partecipato solo delegati governativi (dello stesso Mise e del ministero per la Transizione ecologica), delle quattro Regioni e dei sindacati nazionali, oltre appunto di Eni Versalis.

Paure e garanzie


Al centro delle preoccupazioni non solo ferraresi, sfociate nello sciopero di lunedì del petrolchimico, c’è la chiusura del cracking di Marghera, che fornisce etilene e propilene agli impianti Versalis e Basell. Non a caso Pichetto ha lanciato segnali di un impegno del governo su di un tema di tale rilevanza: «Stiamo lavorando a tutela della filiera della plastica e dell’industria petrolchimica italiana: è nostro interesse auspicare, tra l’altro, un accordo tra Eni e Basell in modo da fornire ogni opportuna garanzia sul funzionamento del nuovo hub logistico di Porto Marghera». Il riferimento è all’allarme lanciato da Basell sull’approvvigionamento a scadenza dell’attuale contratto, il 2024, ma con respiro oltre il lustro, coinvolgendo anche il cracking di Priolo da cui dovrebbero arrivare via nave i monomeri in sostituzione di quelli di Marghera.

Senza firma

Il clima anche al tavolo tecnico non era comunque dei migliori, se i rappresentanti dei sindacati chimici nazionali di Cgil e Uil (non di Cisl) hanno dichiarato di non voler firmare il protocollo, vista l’assenza appunto di garanzie sulle forniture. Secondo quando filtrato dai sindacati, tra l’altro, Eni avrebbe detto in quella sede che gli investimenti per completare l’hub logistico di Marghera, ovvero per costruire i serbatoi necessari a stoccare etilene e propilene evitando così alla chimica padana di dipendere da quotidiani approvvigionamenti marittimi, saranno completati solo nel 2024.

Le preoccupazioni dei lavoratori ferraresi si basano anche sulle difficoltà incontrate nel 2014, ai tempi della fermata di manutenzione del cracking, per ottenere ogni giorno etilene e soprattutto propilene di qualità, e mantenere in marcia i quattro impianti di Versalis e Basell. E c’è chi fa riferimento proprio a quella fermata per sperare ancora in un ripensamento di Eni: il cracking di Marghera è ancora nelle condizioni tecniche per essere riavviato.



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