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XII Morelli. L’ex molino va a pezzi e ora è crollato il tetto: «Lo diciamo da anni ma nessuno fa niente»

Residenti infuriati per le condizioni dell’edificio in disuso. Nei giardini delle abitazioni si sono ritrovati le tegole e i calcinacci 

XII MORELLI. C’è amarezza tra i residenti di XII Morelli che ormai si sentono a tutti gli effetti abitanti di un paese abbandonato a se stesso. Ultima nota in ordine di tempo, il crollo del tetto di un edificio fatiscente, in disuso da decenni, e pericoloso. Non si trova ai margini del paese o in aperta campagna, bensì nel pieno centro abitato. Un tempo luogo di lavoro, prima molino, poi officina, poi deposito, oggi l’immobile è inutilizzato e pericolante.

Se già dieci anni fa la struttura era poco sicura, ci ha pensato il terremoto a renderla definitivamente inagibile. La parte che affaccia su via Paratore, infatti, era stata anche puntellata perché rischiava di venire giù. Il crollo del tetto è avvenuto sul retro, sulla parte posteriore e lontana dalla pubblica via ma vicinissima al giardino di persone che si sono trovate calcinacci, tegole e mattoni in cortile. «Sono anni che diciamo che l’edificio è pericoloso ma nessuno fa niente. L’altra notte è crollato il tetto – affermano gli abitanti –, ma se fosse successo di giorno? In giardino ci siamo noi, i bambini, è una situazione pericolosa. Perché nessuno fa niente?».


Più di una volta la vetustà dell’immobile è stata segnalate ma al di là di qualche controllo sommario nulla è stato fatto. «Bisognerebbe buttare giù tutto e ripulire l’area. Quello che una volta era il giardino al centro della corte – continuano gli abitanti – oggi è un prato incolto. L’erba è spesso alta, ci sono i topi e nessuno interviene».

Proprio davanti alla struttura, che è in via XII Morelli, di fronte alla chiesa, c’è anche la fermata dell’autobus.

In condizioni precarie c’è anche l’ex macello: cade a pezzi da decenni. Le ex scuole elementari sono chiuse dal sisma e stessa sorte è toccata all’ex scuola materna, ora in vendita. «Nel raggio di pochi metri c’è una situazione di abbandono e degrado che fa dispiacere. Sappiamo – dicono i residenti – che il fabbricato e l’ex macello sono di proprietà privata, ma il Comune non potrebbe sollecitare i rispettivi proprietari a fare qualcosa? Questa volta i calcinacci sono caduti di notte e verso l’interno, è vero, ma la prossima volta potrebbe succedere la stessa cosa di giorno e sulla strada. È un rischio che non vogliamo correre, un pericolo che crediamo sia giusto sventare in anticipo».



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