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Bimbi incappucciati a Goro: «Mandate subito via prete e catechisti»

L’ultimatum dei genitori. È bufera sui metodi d’insegnamento: «A mia figlia hanno spiegato cosa prova una prostituta» 

GORO. «Quelli se ne devono andare. Non ci sono scuse, non ci sono mezze misure. Il vescovo deve prendere provvedimenti altrimenti qui a Goro nessuno metterà più piede in chiesa. Saremo antichi, poco aperti al “nuovo”: non ci interessa. Il catechismo deve essere fatto alla vecchia maniera». Non si placa l’ira dei genitori dei ragazzini di Goro che frequentano la parrocchia per prepararsi a ricevere il sacramento della Cresima. Gli stessi lamentano dei metodi di insegnamento della religione cristiana «decisamente fuori dalle righe e legati tutti a questo gruppo di Rinnovamento nello Spirito. Prima i ragazzi erano felici di andare in chiesa, adesso sono terrorizzati».

Mercoledì sera (11 maggio)  la sindaca Marika Bugnoli ha chiesto un incontro a don Michele Lain (parroco di Goro) e don Stefano (referente catechisti gruppo del Rinnovamento dello Spirito di Ferrara), alla presenza di circa cinquanta genitori, per cercare di capire meglio. Ma evidentemente le spiegazioni date non sono state sufficienti, perché dopo il confronto un gruppo di persone si è trovato in una delle case del paese e ha deciso per una sorta di ultimatum: prete e catechisti devono andare via, altrimenti i ragazzi saranno tutti ritirati e mandati in un’altra parrocchia.


Cosa succede

La sindaca Bugnoli, certamente preoccupata per le delicatezza della questione, anche ieri pomeriggio (giovedì 12 maggio)  ha avuto un incontro con i suoi in giunta e con qualche assessore ha poi incontrato nuovamente le famiglie. Da qui la decisione di convocare il consiglio comunale ieri sera rigorosamente a porte chiuse e questa mattina verrà resa pubblica la decisione. «Siamo dalla parte della nostra comunità, sempre e comunque».

Va specificato che fino a ieri nessuno dei genitori ha presentato formale denuncia i carabinieri che sono però stati informati dei fatti. «Ci siamo rivolti ai nostri legali - spiegano alcuni genitori -, molto probabilmente se andremo avanti ci sarà chi seguirà la vicenda per tutti. Il punto è che la linea tra lecito e illecito è molto sottile e loro questo lo sanno molto bene. Ma a noi importa poco: i ragazzi non ci metteranno più piede in quella chiesa perché sono turbati, scossi e questo per un genitore è già sufficiente».

Intanto, però, i racconti si fanno più dettagliati. «Anche a mia figlia è stata messa una busta in testa, di quelle di plastica nere. Le è stata poi spruzzata dell’acqua, a detta loro per far capire come si sente una prostituta vittima di violenze. Abbiamo immaginato noi cosa volesse dire quell’acqua...ma che senso ha?». E ancora, «per far “sentire” meglio alcune sensazioni, le luci venivano spente, c’erano strane musiche e non vogliamo aggiungere altro».

Sotto accusa anche una lettera che don Michele ha distribuito dopo una delle funzioni. «Mio figlio è arrivato a casa con un foglio firmato da “Tuo papà Dio”, e già qui mi fermerei, ma capisco. “Oggi voglio ricordati che ti amo, è impossibile smettere di amarti. Mi piace il colore della tua pelle. Così ti amo. Può forse dimenticarsi una madre del figlio nel suo grembo? Anche se ella si dimenticasse, io non mi dimenticherò. L’unica cosa che ti chiedo oggi è di lasciarti amare. Lasciati amare”. Mi viene la pelle d’oca, sarò anche antico, ma la chiesa non è questo».

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