Marcella Gennari svela i nomi aumentano i mutuati coinvolti

È tornata di nuovo in procura, per fornire i nomi di chi non ha ricevuto il vaccino anti-Covid e ha ingannato l’autorità sanitaria. Il suo interrogatorio – che si è svolto in più “puntate” – è ormai giunto alle battute finali. La dottoressa Marcella Gennari potrebbe esaurire il suo contributo alle fasi preliminari dell’inchiesta penale sui falsi vaccini e Green Pass, coordinata dal sostituto Ciro Alberto Savino e condotta in collaborazione con la Guardia di Finanza di Ferrara, entro la fine del mese. Negli accertamenti eseguiti dalla procura, che l’ha indagata con varie ipotesi di reato tra cui la corruzione e il falso, il medico risulta coinvolto assieme alla figlia, Francesca Ferretti, e ad una collega – anche lei medico di base – Chiara Compagno. Ieri mattina Marcella Gennari ha risposto ancora al pm, al quale ha garantito completa collaborazione.

Con qualche incertezza ha continuato ad indicare i pazienti ai quali il vaccino non è stato somministrato. «Non si tratta di un compito semplicissimo – ha spiegato il suo avvocato, Carlo Canal – perché occorre ricostruire la posizione di decine e decine di assistiti. Ad “aiutare” la dottoressa comunque ci sono i filmati delle telecamere che hanno registrato gli incontri in ambulatorio con l’utenza». Rispetto alle prime ipotesi formulate, il numero degli assistiti ai quali Marcella Gennari avrebbe evitato la vaccinazione falsificando le comunicazioni sanitarie, dopo i primi interrogatori sarebbe ulteriormente cresciuto con possibili e ulteriori implicazioni per gli utenti che avrebbero richiesto la falsa prestazione e anche offerto compensi in danaro. Potrebbe aumentare quindi il numero degli assistiti del medico di base che avranno il nome iscritto nel registro degli indagati. Altri – sarebbero al momento meno di una cinquantina – dovranno rispondere dei compensi elargiti alla professionista. Sarebbero decine e decine anche gli assistiti no-vax che hanno fatto riferimento – nel periodo temporale coperto dall’inchiesta – alla collega Chiara Compagno. Quest’ultima è stata chiamata in procura all’inizio di questa settimana. Assistita dagli avvocati Ferri, Valgimigli e Bergamasco ha ammesso di avere «sbagliato» e di essersi fatta «prendere la mano».


Scettica sui vaccini, hanno sottolineato i suoi legali, durante la pandemia si era sentita sotto pressione sul lavoro e aveva maturato un atteggiamento molto critico contro il governo e il “sistema”. Quello che ha fatto, ha dichiarato, non era legato al denaro nè ad una posizione no-vax. Presto sarà sentita dal pm anche la figlia della Gennari, quando si concluderanno gli interrogatori della madre.

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