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Omicron, più contagi e tanti casi lievi

Ricerca di Unibo-Unife: il rischio di malattia grave o decesso si è mantenuto basso. «Vaccino efficace anche dopo 6 mesi»

La variante Omicron, che da mesi ormai si è affermata come la mutazione prevalente del Covid-19, ha fatto aumentare il rischio di contrarre la malattia grave anche per chi è già guarito mantenendo però non distante dallo zero – una circostanza che poteva essere legata alla celerità con cui riesce a diffondere il contagio – il numero di casi severi e di decessi. Il vaccino, inoltre, ha effettivamente agito da schermo, se non contro il virus (che ha moltiplicato a livelli mai raggiunti nei due anni precedenti il numero dei positivi), contro il rischio di ammalarsi in modo grave o di morire.

Sono i risultati di un’indagine scientifica coordinata da Lamberto Manzoli, epidemiologo dell’Università di Bologna in passato docente di Unife, e condotta da due colleghe di Unife, Maria Elena Flacco e Cecilia Acuti Martellucci, e da quattro dirigenti e operatori dell’Asl di Pescara: Graziella Soldato, Giuseppe Di Martino, Roberto Carota e Antonio Caponetti. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Frontiers in public health” col titolo “Risk of Sars-Cov-2 reinfection 18 months after primary infection: population-level observational study”.


«Abbiamo lavorato sui dati di 1,3 milioni di persone residenti in Abruzzo che sono state seguite dal servizio sanitario dall’inizio della pandemia per valutare come la diffusione dell’infezione ha inciso su diversi aspetti. Il vaccino si è rivelato efficace all’80-85% contro il rischio di malattia grave o di morte – spiega Lamberto Manzoli – Protegge inoltre 4-5 volte di più i vaccinati rispetto ai non vaccinati , ma anche questi ultimi, con l’arrivo di Omicron, si sono ammalati di meno in forma grave o fino al decesso. Abbiamo notato che anche due dosi di vaccino risultano efficaci rispetto agli esiti più gravi, e che dopo 6 mesi il vaccino copre ancora fino al 70%».

Il bollettino

Nel Ferrarese intanto il virus continua a circolare e a contagiare. Sono 224 i casi individuati nell’ultimo bollettino su 761 tamponi analizzati, 5 i ricoveri al Sant’Anna (uno dei quali disposto in terapia intensiva per un paziente trasferio da un reparto Covid ordinario). Calano comunque di 6 unità i casi attivi per effetto di 230 guarigioni. Nessun decesso. Al Sant’Anna i degenti sono 61 sui 70 posti e sono occupati 2 dei 4 letti dell’area intensiva. Al Delta ci sono 40 pazienti Covid su 43 posti, 4 (su 18 letti) quelli ricoverati a Cento. Giovedì sono state effettuate 488 vaccinazioni, di cui 7 prime dosi, 15 seconde, 109 addizionali e 357 quarte dosi.

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