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Ferrara: No al vaccino, a 14 anni chiama l'avvocato

Vive in comunità e non vuole la seconda dose. Un legale arriva in soccorso e per ora ottiene la sospensione

Ferrara. Emerge, dalla provincia di Ferrara, la crudezza profonda di una storia che abbraccia sentimenti forti. Ruota attorno al vaccino anti Covid-19, in realtà allarga i confini su territori che toccano corde ancora più intime e sottili. Un ragazzo ferrarese 14enne, che vive in una comunità essendo stata tolta alla madre la potestà genitoriale, reclama a viva voce il diritto a non vaccinarsi. Chiede aiuto alla mamma, che vede e sente sempre meno. Nel frattempo riceve la prima dose: la seconda viene bloccata dall’intervento dell’avvocato Mirko Damasco.

Ecco, il filo si dipana su terreni tortuosi. Da un lato fa capolino la volontà di un giovane a difendere la propria contrarietà al vaccino, dall’altro questa libera scelta cozza contro l’intervento delle istituzioni rappresentate dalla comunità in cui il giovane vive da tre anni. Si tratta di una battaglia in cui duellano la voce di un minorenne, la disperazione di un genitore e il robusto intervento di un avvocato che invia rapida notifica al tribunale dei minori di Bologna. In copia ricevono notifica l’Asp (assistenza servizi alla persona), carabinieri, Procura della Repubblica di Ferrara. Nell’immediato la seconda dose di vaccino è sospesa, in attesa dell’udienza - appunto - al tribunale dei minori.


Allargando il raggio «questa è una storia triste» spiega l’avvocato Damasco. Con abbondanti sfumature emotive. A undici anni il bimbo viene tolto alla mamma, ritenuta non più in grado di badare al figlio. È una dolorosissima implicazione di un matrimonio sbagliato, con un padre vive superando i confini del lecito. Poi assente. Per il tribunale dei minori di Bologna la mamma è fragile, fatica a sbarcare il lunario. Non capace di occuparsi del bambino. Che finisce in comunità. E non è approdo - come è agevole intuire - privo di spine. Il ragazzo stenta ad adattarsi, dapprima vede la mamma un paio di volte a settimana poi le visite si annullano causa pandemia. Resta qualche telefonata.

Intanto il 14enne rifiuta il vaccino. Chiede aiuto perché si sente inascoltato dagli operatori della comunità che, anzi, pare inoculino la prima dose. La mamma, intanto, cerca un appoggio e lo trova nella vastità del web. Un gruppo di genitori coglie la mano tesa, indirizzano verso Mirko Damasco non nuovo ad occuparsi di questioni relative ai vaccini. Il legale riceve il contatto attraverso WhatsApp, accetta l’incarico. Muove i primi passi ufficiali. «Ritengo che un 14enne abbia la facoltà di poter decidere su questioni così importanti legate alla propria vita - spiega Damasco -: la libera scelta è un esercizio che non si cancella. Ora aspettiamo l’udienza in tribunale».

M.Na.

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