Diesel verso l’oblio: le ibride pronte a invadere il mercato

L’accelerazione a tre anni dal primo scandalo emissioni. Nel 2025 previsto il sorpasso delle auto a zero scarichi

Sono passati tre anni e l’effetto dieselgate è arrivato. L’auto a gasolio, probabilmente al centro di una delle più dure offensive ambientaliste degli ultimi anni comincia a perdere terreno. A nulla sono valse le tante campagne di costruttori e associazioni di categorie per cercare di attutire il declino. Niente da fare. Oggi i diesel stanno scomparendo dalla lista degli acquisti di tantissimi automobilisti. Molti tornano a preferire i motori a benzina ma la maggior parte si sta orientando verso le auto ibride, in attesa che quelle elettriche riescano a far breccia sul mercato. 
 
È una strada obbligata, dettata da una parte dalle nuove normative europee sulle emissioni, dall’altra dei continui provvedimenti annunciati dai sindaci delle grandi città europee che da qui al 2025 hanno più no meno deciso che le auto a gasolio non potranno più circolare (subito dopo quelle a benzina) e che al loro posto ci dovranno essere solo ibride ed elettriche. 

A Roma, durante i blocchi della circolazione dovuti al superamento dei livelli di guardia dei gas inquinanti, sono già vietate le diesel Euro 6. Segnale forte e chiaro che per quel tipo di alimentazione non c’è futuro all’interno della capitale. E se a Roma è già così è probabile che i divieti verranno presto estesi anche in altre città italiane e allora ecco spiegato il crollo di vendite. Ecco spiegato il cambiamento in atto del parco circolante.

Un interessante studio dell’Unrae, l’associazione dei costruttori di auto estere in Italia, ha monitorato la situazione generale del mercato italiano e nelle principali città per numero di immatricolazioni annue dove le vendite di auto diesel si stanno riducendo in modo considerevole. «Pensare di poter fare a meno nell’immediato di una motorizzazione che ancora oggi rappresenta oltre il 50% del mercato – ha detto Michele Crisci, presidente dell’associazione – significa creare un buco produttivo che il nostro Paese non può nell’immediato colmare con altre motorizzazioni».


Passando all’analisi della struttura del mercato le diesel a settembre hanno perso il 38,3% dei volumi, scendendo di 10 punti per fermarsi al 47,9 per cento (nei primi nove mesi al 53,3%). In flessione molto più contenuta la benzina (-6,3%). Calano del 24,2% le vetture a Gpl e del 62,7% quelle a metano che si fermano all’1% di quota. Chi guadagna e tanto sono principalmente le ibride che, grazie a un aumento delle vendite del 28,2%, a settembre hanno superato le immatricolazioni di auto a Gpl, raggiungendo una quota del 6,1%. Boom anche per le elettriche (+168,7%) che si portano allo 0,4% di quota.

Ecco invece come stanno cambiando le scelte degli automobilisti nelle città. Nei primi otto mesi dell’anno, nel comune di Milano la flessione delle immatricolazioni di auto diesel a privati è del 28,6% mentre le ibride sono cresciute del 26,6, a Roma a fronte di un calo delle auto a gasolio del 22,3% corrisponde un balzo delle ibride del 18,6. A Torino, invece, crollano le diesel del 37,4% e si assiste al boom delle ibride con +51 per cento.

Numeri sui quali c’è poco da dire. Percentuali inequivocabili che indicano chiaramente la tendenza in corso che lascia sempre meno spazio al gasolio e apre la strada ai modelli elettrificati. Oggi le ibride, comprese le plug in (ricaricabili anche da una normale presa di corrente) e domani le elettriche. Un domani che sono sempre più ad indicare intorno al 2025 quando le vendite di auto a zero emissioni cominceranno a superare la fatidica quota del 50 per cento.

Nel frattempo, allora, come comportarci? Per arrivare al cuore del problema che auto converrà comprare? È una domanda che si ripete continuamente, insistente come poche, almeno per quanto riguarda gli automobilisti. Basterebbero i numeri a dare una risposta ma le abitudini e certe convenienze sono ancora dure a morire. Così l’Italia resta ancora il Paese dove le auto a gasolio hanno la quota più alta d’Europa ma anche quello dove le ibride crescono più in fretta. Fatevi due conti e scegliete voi. Per oggi o per il futuro. —




 

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