IL PROGRESSO NON CAMBIA LE EMOZIONI

Ben poche cose si sono evolute, si stanno evolvendo, come le foto e le riprese video. Chi è intorno agli anta ricorda ancora il tempo degli scatti come munizioni. Non si poteva “mitragliare”, perché la macchina doveva avere un rullino di pellicola, da 12, 24 o 36 pose. Sì, c’erano i ricambi ma il limite era evidente. E poi bisognava attendere sviluppo e stampa, giorni. Oppure avere una Polaroid che stampava subito un’unica copia, piccola.

Oggi viviamo invece l’epoca della foto totale globale, dal cibo nei piatti ai gattini. Presto avremo anche le immagini che si fanno “da sole”, rovistando in enormi contenitori che “registrano” da diverse angolazioni a flusso continuo.


Certo, andrà così per quelle più semplici. Ma per quelle che raccontano, per le foto artistiche, per quelle che regalano emozioni, l’immagine bisogna prima “vederla” con gli occhi e “sentirla” con il cuore. In fondo i ricordi cos’altro sono se non “foto” nella nostra mente? La vera macchina che scatta, dunque, sarà sempre in noi. Certo, non capiterà più di rimpiangere un rullino finito prima del tempo. Bisognerà solo stare attenti, avendocele, e non aver finito le idee.

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