Il mare di Laptev visto dai satelliti 

C'è solo acqua nel mare dove nasceva il ghiaccio dell'Artico

La situazione del mare di Laptev preoccupa gli scienziati: nell’arco di poche generazioni il clima dell’emisfero impazzirà

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Il mare di Laptev, il luogo dove ogni autunno nasce il ghiaccio dell’Artico, è in questi giorni, per la prima volta nella storia, una distesa d’acqua. Nessun blocco di ghiaccio si è ancora formato e la preoccupazione tra gli scienziati che studiano il riscaldamento globale è molto alta: di questo passo, l’Artico sarà privo di ghiaccio molto prima di quanto si prevedesse e nell'arco di poche generazioni il clima dell’emisfero nord impazzirà.  

Il luogo di nascita del ghiaccio è un ampio tratto di mare sulla costa russa, delimitato dalle Isole della Nuova Siberia. In questa zona si formano in ottobre i primi blocchi che vengono spinti dai venti e dalle correnti verso ovest, raggiungendo le isole Svalbard e arrivando poi fino alla Groenlandia. Il mare di Laptev è importantissimo nella catena della formazione del ghiaccio, perché attiva un fenomeno chiamato polinia: all’inizio della stagione fredda, in mare si alternano zone ghiacciate a piccoli tratti di mare.
Il mare di Laptev visto dai satelliti 


La presenza dei blocchi di ghiaccio fa raffreddare anche le pozze d’acqua rimaste libere, contribuendo alla formazione di una banchisa solida e compatta. Nella polinia crescono poi le microalghe alla base della catena alimentare degli animali dell’Artico: trichechi, narvali, beluga, orsi e balene.  

Negli anni 80 del secolo scorso, meno di 40 anni fa, il mare di Laptev era ricoperto per due terzi da 600.000 chilometri quadrati di ghiaccio pluriennale multistrato dal quale si formava il ghiaccio che andava a rimpiazzare quello sciolto durante l’estate nel Circolo polare artico. Ma quest’anno, a causa delle temperature particolarmente elevate registrate in Siberia, di ghiaccio non c’è quasi traccia. Anche il permafrost delle aree lungo la costa si è sciolto, causando incendi e rilascio di metano, un gas serra 84 volte più dannoso del CO2.  

Nei laboratori dove gli scienziati esaminano questi dati la preoccupazione cresce: l’Artico è la zona del globo con la superficie più chiara e brillante, e riflette l’80% della radiazione solare che riceve. Gli oceani sono invece la parte della Terra più scura e assorbono il 90% del calore solare. Se i ghiacci del Polo Nord saranno sostituiti da acqua, il clima della Terra potrebbe cambiare molto rapidamente e causare devastazioni di cui abbiamo solo una vaga idea. Quando si scioglierà tutto il ghiaccio della Groenlandia, il livello dei mari crescerà di 7,5 metri, rendendo inabitabili le città costiere del mondo.  

Si pensava che ci sarebbero voluti molti decenni prima di vedere l’Oceano Artico libero da ghiacci, ma già quest’anno ci siamo andati molto vicini. L’area intorno al Polo Nord si sta riscaldando ad un ritmo doppio rispetto al resto del pianeta e lo scioglimento dei ghiacci avrà presto conseguenze anche sul fluire della Corrente del Golfo e sull’equilibrio climatico dei paesi nordici. Un allarme che dovrebbe costringere tutti a riunirsi per prendere decisioni efficaci. I paesi intorno al Polo Nord, dal Canada agli Stati Uniti alla Norvegia alla Russia, stanno discutendo da tempo sullo scioglimento dei ghiacci, ma solo per litigare su chi avrà il diritto di estrarre minerali e combustibili dalle zone liberate e controllare le nuove rotte che si apriranno per il traffico commerciale.  Meno ghiaccio c'è e meglio sarà per gli affari, l'unica cosa che sembra avere importanza.