Ergastolo confermato per Igor, il killer dalle mille identità che ha ucciso in Italia e in Spagna

Norbert Feher, una delle identità di Igor Vaclavic, il killer condannato all'ergastolo dalla corte d'appello di Bologna

Norbert Feher, conosciuto come Igor il russo, è stato riconosciuto colpevole anche dalla Corte d’Appello di Bologna. Nel 2017 riuscì a fuggire alle autorità italiane. Venne preso in Spagna, solo dopo altri due omicidi

BOLOGNA. Ergastolo confermato in appello a Bologna per Norbert Feher, noto come Igor il russo nonostante fosse serbo. La sentenza per Feher, detenuto in Spagna, è stata letta dopo un'ora e mezza di camera di consiglio dalla Corte di assise di appello: Igor rispondeva dell’omicidio del barista Davide Fabbri e del volontario Valerio Verri e del tentato omicidio dell'agente provinciale Marco Ravaglia commessi l'1 e l'8 aprile 2017.

La storia di “Igor il russo” è un misto di realtà, gli omicidi e l’estrema ferocia, e miti, spesso da lui stesso alimentati. Nato a Subotica nel 1981, città del Nord della Serbia, Norbert Feher ha raccontato ai suoi compagni di cella di aver prestato servizio nell’esercito russo durante la prima guerra cecena nei reparti speciali e di aver disertato dopo l’uccisione della figlia per ritorsione nei suoi confronti. Sarebbe quindi riparato in Cina. Anche se molte delle storie raccontate non trovano conferma, è certo che Feher conosce molte tecniche di combattimento ed è abilissimo nei travestimenti. Deve aver girato parecchio perché conosce il cinese, l’italiano, l’ungherese, il romeno, il russo e qualche parola di spagnolo.

E’ arrivato in Italia nel 2006 perché ricercato dalla polizia serba per rapina e violenza sessuale. Nel giro di un anno, tuttavia, viene catturato dalla polizia italiana. E’ accusato di una serie di rapine tra Ferrara e Rovigo caratterizzate dall’uso di armi bianche come l’arco e il coltello, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Ninja”. Evita l’estradizione dichiarando di chiamarsi Igor Vaclavic. Scarcerato nel 2010 riprende la sua attività criminale, ma viene nuovamente arrestato nonostante una rocambolesca fuga durante la quale Igor riesce a sfuggire per ore alle forze dell’ordine nascondendosi in un canale e respirando da una canna.

Nel 2011 il procuratore capo di Ferrara firma un decreto di espulsione, ma Feher resta in Italia perché la Russia non lo riconosce suo cittadino. In carcere tiene un comportamento esemplare. Si allena in maniera ossessiva, facendo centinaia di addominali e guardando solo cartoni animati. Viene rilasciato nel 2015 dopo che anche il cappellano del carcere testimonia in suo favore.

Gli omicidi
La storia cambia radicalmente il 1° aprile 2017 quando Feher rapina il bar Gallo nella frazione di Riccardina di Budrio, in provincia di Bologna. Il titolare, Davide Fabbri, di 52 anni, tenta di disarmarlo strappandogli dalle mani la doppietta che Igor ha in mano, ma Feher reagisce sparandogli due colpi al petto con una seconda arma, una semiautomatica Smith & Wesson 9X21 rubata due giorni prima a una guardia giurata. Inizia una caccia all’uomo a cui Feher sfugge per giorni nascondendosi in un’area di 40 chilometri quadri nelle paludi del Ferrarese. L’8 aprile viene individuato e fugge uccidendo la guardia provinciale Valerio Verri e ferendone un’altra. La caccia si intensifica con l’uso di 150 uomini, cani molecolari ed elicotteri, ma Igor riesce a fuggire e sfida le autorità italiane: il 17 maggio il comando provinciale dei carabinieri di Ferrara riceve una cartolina in cui lo stesso Feher comunica di aver lasciato l’Italia.

La fuga in Spagna
Feher verrà catturato a El Ventorillo, in Spagna, alle 2.50 del 15 dicembre 2017 dopo aver ucciso altri due poliziotti. Secondo le autorità spagnole, Feher è arrivato in Spagna attraversando 8 Paesi e usando 18 identità differenti. Il 5 dicembre assalta una fattoria e ferisce il proprietario e un fabbro. Sul posto accorrono Victor Romero Pérez, 30 anni, e Victor Jesus Caballero Espinosa, 38, entrambi della squadra dedicata alle indagini sui furti in campagna. Vengono uccisi da Feher nonostante siano provvisti di giubbotto antiproiettile. Feher si appropria anche delle loro armi d’ordinanza. Inizia una nuova caccia all’uomo che si conclude appunto in località El Ventorillo. Igor sta scappando in auto quando ha un incidente stradale che lo lascia privo di sensi. L’Italia, dopo la cattura, ne chiede l’estradizione, ma Madrid la nega: vuole processare Igor per i reati commessi sul suo territorio.

Le condanne
Il 3 febbraio 2020 il tribunale provinciale di Teruel lo condanna a 21 anni di carcere per i due omicidi commessi in Spagna e per detenzione illecita di armi. Oggi è arrivata la conferma della condanna all’ergastolo per gli omicidi e il tentato omicidio commessi in Italia. Le forze dell’ordine stanno ancora indagando su un altro omicidio avvenuto in una cava a Fosso Ghiaia di ravenna il 30 dicembre 2015. In quell’occasione Salvatore Chianese, metronotte di 42 anni, viene ucciso con un colpo di fucile. L’arma è la stessa usata nella rapina al bar Gallo dove è stato ucciso Davide Fabbri. Non si sa ancora se a impugnarla fosse Feher, una delle sue mille identità o qualcun altro.

(fonte: La Stampa)