Per la pasta “made in Italy”con grano nazionale, acquisti in crescita del 29%

Analisi della Coldiretti in occasione del «World Pasta Day». Lockdown, smartworking e attenzione per l’economia nostrana da parte dei consumatori. 

Una buona notizia. Oggi è il World Pasta Day e una analisi della Coldiretti ha evidenziato che nel 2020 si è registrata una vera e propria corsa alla pasta Made in Italy che utilizza solo grano nazionale. Gli acquisti sono cresciuti in valore del 29% nel 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un dato trainato dalla tendenza dei consumatori a cercare prodotti di origine nazionale per sostenere l'economia ed il lavoro del territorio.

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L’esame della Coldiretti su dati Ismea relativi ai primi sei mesi dell'anno diffusa proprio in occasione della Giornata Mondiale della Pasta che si celebra domenica 25 ottobre in tutto il mondo fa dunque ben sperare per l’andamento di questo settore della nostra economia.

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«Gli acquisti di pasta con 100% grano italiano - sottolinea la Coldiretti - sono cresciuti ad un ritmo di quasi 2 volte e mezzo superiore a quello medio della pasta secca (+12,5%) anch'essa in forte aumento anche dall'effetto dello smart working e del lockdown per combattere l'emergenza covid che ha costretto gli italiani in casa nel periodo considerato. Il risultato è che già oggi un pacco di pasta su 5 venduto al supermercato - precisa Coldiretti - utilizza esclusivamente grano duro coltivato in Italia».

In base all’analisi, la ricerca del Made in Italy ha condotto anche alla riscoperta di grani antichi, riportando nel piatto il Senatore Cappelli, laTimilia, il Saragolla e altre varietà che hanno fatto la storia del Paese a tavola.

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«Per acquistare la vera pasta Made in Italy 100% - precisa la Coldiretti - basta scegliere le confezioni che riportano le indicazioni "Paese di coltivazione del grano: Italia" e "Paese di molitura: Italia".

L'Italia è prima in Europa e seconda nel mondo nella produzione di grano duro destinato alla pasta con una stima dell'Istat di 1,23 milioni di ettari seminati nel 2020 con una produzione attorno ai 3,76 miliardi di chili, con la dipendenza dall'estero che si è ridotta al 25%. 

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