Nuovo dpcm, Italia in semi-lockdown: le regole della stretta

Via del Corso affollata ieri a Roma

Bar e ristoranti chiudono alle 18. Il governo ferma cinema, teatri, palestre, piscine e fiere fino al 24 novembre. Spostamenti liberi tra Regioni

Il Dpcm numero 21 dell’era Covid da oggi fino al 24 novembre spegne la luce alle serate degli italiani, abbassando alle 18 le saracinesche di bar, ristoranti e pub. Salvando se non altro il rito del pranzo e delle pastarelle domenicali, lasciando aperte le attività di ristorazione, pur sempre fino alle 18. Ma il silenzio cala anche su cinema, teatri e sale da concerto, nonostante i ripetuti appelli di intellettuali e artisti.

Salvi tutti gli esercizi commerciali, come quelli di abbigliamento, per i quali resta libertà di apertura e chiusura. Stessa cosa per centri commerciali, che si pensava di chiudere nei weekend e che invece resteranno aperti anche festivi e pre-festivi. Si potrà continuare ad andare anche da barbieri e parrucchieri, che fino all’ultimo hanno temuto la chiusura. Anche se si preannunciano controlli più serrati per verificare il rispetto delle misure di sicurezza, ritenute essenziali dagli esperti, nelle attività in cui si è a contatto fisico con le persone.

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Ingressi sbarrati anche a piscine, palestre e parchi giochi. Così come dovranno aspettare tempi migliori fiere, sagre ed anche i mercatini (800 milioni di fatturato solo quelli natalizi). Almeno così sembra da una prima interpretazione di quegli «analoghi eventi», aggiunti nella versione finale dopo il riferimento a sagre e fiere. Restano aperti i musei, con ingressi contingentati. Salvi tutti i concorsi, compreso quello maxi per la assunzione di nuovi insegnanti e precari, fino all’ultimo difeso con le unghie dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

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BAR E RISTORANTI
Salvi i pranzi della domenica, ma addio a cene e aperitivi

Addio a cene ed happy hour, alle 18 chiudono i battenti ristoranti, bar, pub, ma anche gelaterie e pasticcerie. Le saracinesche si rialzano solo dalle 5 del mattino. La versione finale del decreto salva pranzi, aperitivi e il rito delle pastarelle la domenica e i festivi, giorni nei quali tutti i servizi di ristorazione rimarranno dunque aperti, sempre fino alle 18 del pomeriggio.

A tavola però ci si potrà sedere al massimo in 4. Numero che può salire, ma solo nel caso i commensali siano tutti conviventi.

Resta sempre consentito il servizio di consegna a domicilio e l’asporto fino a mezzanotte, ma con divieto di consumare cibo o bevande sul posto o nelle vicinanze.

Nessun limite di orario per consumare un pasto nei ristoranti degli alberghi, ma solo per i clienti che vi alloggiano.

Continuano a funzionare anche mense e catering, purché sia sempre garantita la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Che del resto vale anche per quando ci si siede a tavola al ristorante o al bar. Aperti infine gli autogrill lungo le autostrade e i servizi bar e di ristorazione negli ospedali e all’interno degli aeroporti.

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SMART WORKING

Resta a casa la metà dei dipendenti. Gli uffici pubblici riorganizzano gli accessi
Nella pubblica amministrazione resta l’obbligo di mandare almeno la metà dei dipendenti in smart working. La percentuale che potrà essere tuttavia ulteriormente aumentata con un decreto del ministero della pubblica amministrazione.

Gli uffici pubblici dovranno organizzare anche ingressi e uscite scaglionati dei dipendenti, salvo che per il personale dei servizi sanitari o di quelli che sono giudicati comunque essenziali.

Smart working, ingressi, intervalli e uscite scaglionati sono «fortemente raccomandati» anche per i lavoratori del settore privato. L’obiettivo, a cui si punta anche con la riorganizzazione degli orari della scuola, è decongestionare i mezzi di trasporto negli orari di punta.

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SCUOLA
Lezioni a distanza alle superiori, campanella mai prima delle 9

Per tre ragazzi su quattro delle scuole secondarie di secondo grado (licei, istituti tecnici e professionali) si torna alla didattica a distanza, che in base al decreto deve essere incrementata «per una quota pari almeno al 75% delle attività».

Gli ingressi e gli orari di uscita dovranno inoltre essere scaglionati e la campanella della prima ora non dovrà mai suonare prima delle 9. La rimodulazione degli orari potrà comportare anche un ritorno ai doppi turni. A decidere turni e applicazione della didattica a distanza saranno le periodiche riunioni di coordinamento regionale e locale previste dal “piano scuola”.

Per i più piccoli di materne, elementari e medie, oltre che per tutti i servizi all’infanzia, l’attività didattica ed educativa continuerà a svolgersi in presenza.

Nessuna quota fissa di didattica a distanza è prevista invece per gli studenti delle Università, dove la decisione è demandata ai Comitati universitari regionali di riferimento, che organizzeranno la didattica tenendo conto del quadro pandemico territoriale. Restano sospesi viaggi di istruzione, iniziative di scambio o gemellaggio, visite guidate e uscite didattiche in genere.

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TRASPORTI
Più lavoro agile per svuotare autobus e treni, la percentuale di passeggeri resta all’80%

Scienziati ed esperti del Comitato tecnico scientifico lo hanno sottolineato più volte: l’affollamento dei mezzi di trasporto pubblico nelle ore di punta è uno dei grandi fattori di rischio. Per questo il nuovo decreto firmato da Giuseppe Conte impone le lezioni a distanza a tre ragazzi su quattro delle scuole superiori, spinge sullo smart working e sugli ingressi scaglionati, tanto a scuola quanto a lavoro. Non viene però ridotto l’indice massimo di riempimento di treni regionali, bus, tram e metro, che resta all’80%. Fermo restando l’obbligo di mascherina e di distanziamento di almeno un metro se si viaggia in piedi. Ma con decreto, il ministro dei Trasporti, di concerto con quello della Salute, potrà sempre adottare misure più restrittive.

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CONGRESSI E FIERE
Riunioni e incontri a distanza nella Pa. Banditi anche sagre, fiere e mercatini

Il Dpcm sospende convegni, congressi ed altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono in remoto.

Vengono bandite anche le riunioni in presenza: nella pubblica amministrazione si potranno svolgere meeting solo a distanza, «salvo la sussistenza di motivate ragioni». Le riunioni «a distanza» sono fortemente raccomandate anche al privato.

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Giro di vite su sagre e fiere di qualsiasi genere e «altri analoghi eventi», che vengono tutti vietati dal nuovo decreto che non salva più nemmeno quelli di interesse nazionale e internazionale, com’era stato inizialmente ipotizzato.

Il divieto sembra interessare anche mercati e mercatini, che hanno un giro d’affari di oltre 2 miliardi l’anno.

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SPOSTAMENTI
Consentite le visite agli amici. Il governo: limitare i movimentI

Salvo diverse disposizioni regionali, come quelle che in Campania vietano di spostarsi da una provincia all’altra, nel nuovo Dpcm non c’è un vero divieto di movimento. Ma è «fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute» e per situazioni di necessità. Si potrà andare anche a fare una passeggiata o a correre nei parchi, ma rispettando sempre distanze di sicurezza e divieto di assembramento.

Non si potrà più andare a feste al chiuso e all’aperto, comprese quelle dopo cerimonie civile e religiose. Il vecchio decreto fissava un limite di 30 partecipanti, il nuovo le vieta del tutto. E quando ci si reca a casa di amici e parenti non conviventi è «fortemente raccomandato» l’uso della mascherina.

Resta il divieto di spostamenti da Paesi extraeuropei salvo che per comprovate esigenze lavorative, di salute o di ricongiungimento, ma con obbligo di quarantena, fatta eccezione che per alcuni Paesi, come l’Australia, a basso rischio. Libera circolazione tra i Paesi Schengen, ma per alcuni, come Francia, Gran Bretagna e Spagna con obbligo di tampone all’ingresso.

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CINEMA, TEATRI E SPETTACOLI
La cultura chiude nonostante gli appelli, Stop alle sale da gioco e alle discoteche

Cala il sipario su cinema, teatri e concerti, sia al chiuso sia
all’aperto.

Fermata la cultura, nonostante i sempre più numerosi appelli di intellettuali e artisti, che rivendicano l’importanza del settore in un momento di grande difficoltà, e anche la possibilità di controllare i contagi. Vengono chiuse anche le sale da gioco, da scommesse, bingo e i casinò, che fino ad ora potevano restare aperte per un breve periodo di un’ora e mezza.

Restano chiuse anche le sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso. Svagarsi a casa con gli amici non è vietato, ma è «fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo la sussistenza di motivate ragioni».

SPORT
No palestra, calcio a porte chiuse. Via libera alla corsa all’aperto

Da oggi fino al 24 novembre non sarà più possibile andare in palestra o in piscina. Chiusi anche gli impianti sciistici, che potranno essere utilizzati solo da atleti professionisti e non per allenarsi alle competizioni riconosciute di interesse nazionale dal Coni. Chiusi anche centri natatori, benessere e terme. Si potrà continuare a correre all’aperto, ma non in gruppo e rispettando la distanza di sicurezza di almeno due metri. Si potranno continuare a frequentare centri e circoli sportivi, sia pubblici e privati. Ma anche qui distanziati, senza assembramenti e comunque all’aperto. Restano sospesi calcio, calcetto, basket, volley e tutti gli sport di contatto in genere a livello amatoriale e questa volta anche dilettantistico di base.

Campionato di calcio e in genere le competizioni sportive, sia professionistiche che a livello dilettanti proseguiranno ma solo se di livello nazionale. Stop quindi a tutti i tornei regionali che negli sport di contatto dilettantistico si traducono in circa un milione di gare l’anno.

Negli stadi e nei palazzetti dello sport si torna a giocare completamente a porte chiuse, senza nemmeno il tifo dei mille spettatori consentiti oggi all’aperto e dei 200 al chiuso.

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