Mottarone, Eitan è uscito dall’ospedale: il bambino è tornato a casa con la zia

L’ultima immagine di Eitan sulla funivia prima dell’incidente

Il piccolo è rientrato in ambulanza a Pavia: le sue condizioni sono molto migliorate, la prognosi è di 60 giorni

Eitan è stato dimesso questa mattina dal reparto Isola di Margherita dell'ospedale Regina Margherita di Torino. Il bambino è l’unico sopravvissuto all'incidente del Mottarone. Il piccolo è tornato in ambulanza a casa, a Pavia, accompagnato dalla zia. Ora le sue condizioni sono molto migliorate. Proseguirà il percorso terapeutico dal punto di vista psicologico ed effettuerà future visite di controllo. Le condizioni del piccolo sono molto migliorate, e la prognosi è di 60 giorni. Eitan proseguirà il percorso terapeutico dal punto di vista psicologico ed effettuerà future visite di controllo.

Solo due giorni fa il bambino ha saputo che i suoi genitori, papà Amit e mamma Tal, il fratellino Tom di due anni e i bisnonni Barbara e Itshak sono morti. «Il bambino sta apprendendo lentamente quanto è successo con i familiari e gli psicologi», spiega l’avvocato Cristina Pigna del foro di Milano, che rappresenta la zia Aya, nominata dal tribunale di Torino tutrice del piccolo. 

«È venuto a conoscenza delle conseguenze della tragedia con le modalità concordate dai medici, dagli specialisti e dai familiari. È un cammino lungo e delicato». Quello che è successo, la cabina della funivia che precipita, ancora non lo ricorda. Il termine medico è amnesia post traumatica. Eitan era ricoverato all’ospedale pediatrico di Torino da domenica 23 maggio, quando si è risvegliato dal coma farmacologico ha chiesto dei genitori. «Dov’è la mamma?», è stata la prima domanda.

Sul futuro di Eitan, l’avvocato Pigna non si sbilancia. Accanto a lui ci sono la zia Aya, la sorella del papà, il nonno materno, la zia Gali, sorella della mamma, con il marito arrivata da Tel Aviv. Le condizioni del bimbo, trasferito dalla terapia intensiva a un reparto di degenza, migliorano. Nello schianto ha riportato diverse contusioni al torace e all’addome.

(fonte: La Stampa)