Saman, si allarga l'inchiesta: indagine anche sulle zie

Vivono in Francia e in Gran Bretagna, avrebbero fatto pressioni sul fratello

Si allarga il raggio d'inchiesta del caso Saman Abbas, la 18enne d'origine pachistana scomparsa da un mese e mezzo da Novellara, nella Bassa Reggiana e che si presume essere stata ammazzata per aver rifiutato un matrimonio islamico forzato con un cugino in patria e per essersi fidanzata col pachistano 'sbagliato', inviso alla famiglia. La Procura di Reggio Emilia ha ottenuto, infatti, un "ordine europeo di indagine" e presto gli indagati potrebbero salire a sette. Ai cinque già iscritti nel fascicolo - per omicidio premeditato, occultamento di cadavere e sequestro di persona, queste le accuse di reato ipotizzate - di cui è titolare la pm Laura Galli e con la supervisione del procuratore capo reggente Isabella Chiesi, potrebbero aggiungersi altre due persone. Sarebbero due donne, parenti della ragazza, come ha anticipato il Resto del Carlino. Si tratterebbe di una zia che vive presumibilmente nel Regno Unito, la quale il primo maggio - all'indomani della data del presunto delitto - ha inviato un messaggio audio su whatsapp al fratello minorenne di Saman, da un'utenza inglese, intimandogli di non raccontare nulla. Un'altra zia invece dalla Francia, avrebbe fatto analoghe pressioni al 16enne, dandogli istruzioni su come comportarsi. Le indagini sulle due donne potrebbero focalizzarsi anche sull'acquisizione del telefonino. Così come accertamenti verranno fatti - con la nomina di un consulente tecnico ad hoc nei prossimi giorni come riporta il sito 'Reggionline' - anche sullo smartphone di uno dei cugini Ikram Ijaz, unico arrestato della vicenda e ora in carcere a Reggio Emilia dopo essere stato arrestato in Francia il 28 maggio scorso e poi consegnato alle autorità italiane il 9 giugno scorso a Ventimiglia. Dalle conversazioni potrebbero emergere dettagli utili. L'obiettivo è avere indicazioni precise sul luogo in cui è stato occultato il cadavere di Saman.

Il cugino 28enne però finora si è sempre detto "estraneo ai fatti", come ribadito all'interrogatorio di garanzia il 12 giugno scorso. Ma saprebbe esattamente dove sia stato nascosto il corpo dato che il 29 aprile era stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza posizionate fuori dalla cascina agricola di Novellara dove lavorava insieme alla famiglia Abbas, mentre si dirigeva nei campi a scavare presumibilmente la fossa dove seppellirla. Con lui c'erano anche lo zio Danish Hasnain, 33 anni - ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio come rivelato anche dal fratello di Saman, testimonianza cristallizzata il 18 giugno scorso - e l'altro cugino 35enne Nomanhulaq Nomanhulaq, entrambi latitanti in Europa e irreperibili pure dai loro avvocati. Così come indagati e ricercati sono i genitori di Saman. Shabbar Abbas, 47 anni e Nazia Shaheen, 46 anni, fuggiti in Pakistan il primo maggio con un biglietto aereo di sola andata - come dimostrano le liste d'imbarco e telecamere di Milano Malpensa che li hanno immortalati alla partenza - verso Lahore, a due ore di auto da Gujarwala, il villaggio rurale del Punjab di cui sono originari.

Al momento però ancora non è ancora stato perfezionato l'iter della rogatoria internazionale utile ad attivare le autorità giudiziarie pachistane. Intanto il cinquantaduesimo giorno di ricerche del corpo di Saman a Novellara si è concluso senza esiti. I carabinieri stanno continuando a scandagliare attorno alle serre dell'azienda dove si presume essere stata sepolta, attraverso l'utilizzo del sofisticato elettromagnetometro, scavando laddove fossero rinvenute alcune anomalie del terreno in profondità. Perforazioni che non hanno portato a nulla. Domani torneranno in azione i cani molecolari, mentre è previsto un summit tecnico in Procura tra magistrati e inquirenti per fare il punto su indagini e ricerche. Potrebbero essere convocati anche gli automobilisti "testimoni" che sono passati sulla strada provinciale che corre lungo l'azienda agricola nell'arco di tempo in cui sarebbe avvenuto l'omicidio il 30 aprile. Ogni minimo indizio potrebbe rivelarsi fondamentale. 

(fonte: La Stampa)