Sardegna, Billionaire sotto accusa per epidemia colposa: “Misure anti-Covid non adeguate”

Il reato di lesioni colpose è stato contestato ai gestori del Phi Beach e del Country Club, altri due locali tra i più importanti della Costa Smeralda

Epidemia colposa per il Billionaire. La procura di Tempio Pausania avrebbe notificato la chiusura indagine al rappresentante legale della struttura. Il reato di lesioni colpose è invece stato contestato ai gestori del Phi Beach e del Country Club, altri due locali tra i più importanti della Costa Smeralda, in Sardegna. Secondo i pm sardi il Billionaire, l'estate scorsa, non avrebbe adottato tutte le misure appropriate per evitare che si diffondesse il virus tra i dipendenti. In tutto risultarono positivi 14 lavoratori del locale di Flavio Briatore. Per quanto concerne Phi Beach e Country Club i gestori non fornirono, secondo la procura, mascherine in numero sufficiente ai dipendenti. E alcuni presidi che consegnarono ai lavoratori non erano nemmeno dei Dpi, ma solo mascherine prive di efficacia filtrante con il logo dei rispettivi locali. 

Critica sulla decisione della procura l'avvocato Antonella Cuccureddu che difende il rappresentante legale de Billionaire: «Si tratta di contestazioni inaspettate sia perché i fatti descritti non corrispondono a quelli realmente accaduti, sia perché gli stessi sono stati ricondotti al reato di epidemia colposa, che si ha quando una persona diffonde germi patogeni - dice la legale al Messaggero - La contestazione di epidemia in un contesto di pandemia, cioè di circolazione del virus in più continenti ed ancor più in un ambito territoriale, l'Italia, in cui essa aveva massima diffusione, appare singolare così come leggere che una persona abbia potuto diffondere il virus omettendo di fare qualcosa».

«Il Covid-19 - sottolinea Cuccureddu - circolava ampiamente nell'estate del 2020 generando però meno sintomi e quindi riducendo le possibilità di essere individuato. I fatti dimostrano purtroppo che neppure le massime cautele sono in grado di escludere i contagi. Al Billionaire, che come è noto, è un ristorante discoteca, esse sono state adottate con il massimo scrupolo quando le autorità hanno deciso di consentirne la riapertura. Siamo certi che la conoscenza degli atti ci offrirà la possibilità di interloquire con la Procura di Tempio su questi aspetti e provare che quanto realmente accaduto non è riconducibile ad alcun reato». 

(fonte: La Stampa)