Green Pass: la Commissione Ue riconosce i certificati di Vaticano e San Marino

Ma c’è il nodo del vaccino russo Sputnik: chi lo ha utilizzato potrà viaggiare liberamente solo nei singoli Stati membri che lo hanno autorizzato

BRUXELLES. Il certificato Covid dell’Unione europea adesso potrà essere usato anche per recarsi a San Marino e in Vaticano. I due Stati indipendenti incastonati nel territorio italiano vanno oltre gli accordi bilaterali col governo di Roma, e a partire da oggi entrano a far parte del sistema comune concepito per la libera circolazione. La Commissione europea ha riconosciuto equivalenza ai certificati emessi nei piccoli Paesi extra comunitari. Ciò significa che entrambi saranno collegati al sistema dell'Ue e che i certificati Covid emessi dal Vaticano e da San Marino saranno accettati nell'Ue alle stesse condizioni del certificato digitale Covid dell'Ue. Mentre il blocco dei Ventisette non potrà rifiutare gli speciali documenti rilasciati dalle autorità vaticane e sammarinesi.

La situazione di equivalenza non significa però reciprocità per tutti in tutto e per tutto. È l’effetto delle decisioni prese a livello governativo, soprattutto nella piccola Repubblica. Sul monte Titano hanno da tempo utilizzato il vaccino russo Sputnik, non autorizzato dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) e non riconosciuto a livello Ue, ma solo a livello di singoli Stati membri. Vuol dire che i turisti sammarinesi dovranno studiare bene dove recarsi, se non vogliono incorrere nel rischio di tamponi e quarantene.

Il Certificato Covid vale su tutto il territorio dell’Ue e dei Paesi dell’area Schengen di libera circolazione (Islanda, Lichtenstein, Norvegia e Svizzera) a tre condizioni: che si abbia tampone molecolare negativo, o prova di guarigione, o copertura totale da vaccino (doppia dose) tra quelli autorizzati a livello comunitario, vale a dire Moderna, Pfizer, AstraZeneca, e Johnson&Johnson.

Anche per il tampone bisognerà fare attenzione. Qui gli Stati Ue adottano orientamenti diversi. Per alcune destinazioni basta quello rapide, per altre è necessario quello molecolare. Dunque la pre-condizione è quella di studiare bene le condizioni del Paese ospitante, e questo vale anche per gli europei in visita a San Pietro o sul Monte.

Il commissario per la Giustizia, Didier Reynders, saluta l’inclusione dei due nuovi Stati nella lista dei Paesi collegati al sistema a dodici stelle. «Sono lieto di vedere che più paesi stanno ricorrendo ad un sistema basato sul certificato digitale Covid dell'Ue». Ma non finisce qui, perché, dice, «stiamo adottando misure attive per riconoscere i certificati emessi da altri paesi terzi».

Per il Vaticano così come per San Marino varrà la regola del cosiddetto «freno d’emergenza» previsto dal sistema dell’Unione europea. In caso di aumento dei contagi si potrà decidere, previa notifica a Bruxelles, di reintrodurre restrizioni all’ingresso anche se in possesso di certificato Covid europeo.

(fonte: La Stampa)