Green Pass obbligatorio sul lavoro, è caos tamponi: in Liguria e a Bologna prenotazioni fino a dicembre

Serviranno un milione di test al giorno. Orlando: “Sarà un passaggio delicato. Mandelli: «Siamo pronti, ma è chiaro che se non aumenteranno i vaccinati, dei problemi per i test potrebbero presentarsi»

Nessuna deroga all'introduzione del green pass obbligatorio nei posti di lavoro per settori particolari, controlli del certificato verde solo all'ingresso e digitalizzazione dei certificati di esenzione. Questi alcuni dei temi trattati nel corso del confronto tecnico tra il ministero del Lavoro, quello della Sanità e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, convocato oggi al dicastero di via Veneto. Sarà effettuata anche una verifica ad hoc per capire se le farmacie saranno in condizione di reggere una campagna di tamponi importante come quella che si profila. A breve inoltre, riferiscono fonti sindacali, dovrebbe arrivare una circolare con cui riconoscere la validità anche di altri vaccini. Inoltre il governo avrebbe informato i sindacati di stare lavorando per inserire in legge bilancio anche il riconoscimento del periodo di quarantena come malattia da parte dell'Inps. Sarà poi chiarito e puntualizzato il concetto di luogo di lavoro per evitare ambiguità di sorta anche nell'ambito dello smart working. Sarebbe saltato invece il termine delle 48 ore per la comunicazione preventiva all'azienda. Le imprese dunque dovranno organizzare il lavoro senza una scadenza temporale: questo per evitare ripercussioni pesanti sui turni e la conciliazione lavoro-famiglia.Infine è stato chiarito che il lavoro privato, a differenze di quello pubblico, non si avvarrà di linee guida: l'organizzazione così sarà demandata al singolo datore di lavoro.

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Perplessità in vista del 15 ottobre

C’è preoccupazione in vista di venerdì, quando diventerà obbligatorio il Green Pass per poter andare al lavoro. «C'è preoccupazione per il 15 perché è un passaggio delicato ma la stessa che abbiamo avuto nei mesi scorsi. Il Green Pass è un passaggio complesso che può avere anche problemi di carattere applicativo ma con il dialogo sociale sono convinto che costruiremo risposte alle domande che emergono riprendendo il lavoro comune» dice il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, nel corso dell'iniziativa dell'Inas Cisl e alla vigilia dell'introduzione della certificazione obbligatoria nei luoghi di lavoro. Sulla stessa linea anche il ministro della Salute Roberto Speranza: «Stiamo affinando le procedure», ha dichiarato.

Il ministro ha anche commentato le richieste di rendere i tamponi gratuiti giunte da varie parte sociali e politiche, come Cgil, Lega e Movimento 5 stelle: «Se ci sono delle risorse da mettere in campo per il lavoro in questo momento vanno utilizzate soprattutto per gestire gli effetti che la pandemia ancora produce». Spazio anche per un passaggio sulla vicenda dei portuali di Trieste, che non pagheranno i tamponi. «Bisogna procedere in modo ordinato, io penso che costruire trattamenti diversi per persone diverse rischia solo di far aumentare il caos» le sue parole.

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Matteo Salvini, intanto, si è detto preoccupato per l’entrata in vigore dell’obbligo: «Ho chiesto un incontro a Draghi, così non si va lontano. C’è il rischio di mettere in mezzo alla strada 17mila poliziotti» le sue parole. Nel frattempo la Camera ha confermato l’obbligo di certificato verde per accedere a tutte le sedi dell’Istituzione: i deputati sprovvisti saranno considerati assenti ingiustificati.

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Triplicheranno i tamponi in farmacia

Ma la preoccupazione tocca anche un altro aspetto: la richiesta di tamponi rapidi verosimilmente triplicherà e questo potrebbe creare non pochi problemi. È prevedibile un vero e proprio assalto. Sul tema è intervenuto il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani Andrea Mandelli chiarendo che «il settore non si farà cogliere impreparato». «Oggi – ha spiegato –  sono in campo 10mila farmacie che fanno in media circa 20 tamponi a testa: questo numero può aumentare anche del 50%, così come può essere incrementato il numero di tamponi effettuati dai laboratori». Sulle conseguenze dell'obbligatorietà del Green Pass per accedere ai luoghi di lavoro ha poi specificato: «E' chiaro che se non aumenteranno i vaccinati, dei problemi per i test potrebbero presentarsi - aggiunge - ma facciamo affidamento sul fatto che sempre più cittadini comprendano che la vaccinazione è sicura ed è l'unica strada per sconfiggere il Covid». 

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In alcune zone test prenotati fino a dicembre

Intanto le prenotazioni di tamponi nelle farmacie di tutta Italia aumentano esponenzialmente: in Liguria e a Bologna le agende delle farmacie sono già piene di appuntamenti fino a dicembre, e anche a Napoli si è vista un'impennata di richieste, e molte persone preferiscono eseguire il test nelle prime ore del giorno, prima di accedere al luogo di lavoro. Fatto questo che non preoccupa Riccardo Maria Iorio, presidente di Federfarma Napoli: «Posso rassicurare i cittadini napoletani che nelle farmacie aderenti non troveranno alcuna difficoltà nella somministrazione dei tamponi».

Il blocco degli autotrasporti

Parole di allarme anche quelle di Paolo Uggè, presidente di Conftrasporto- Confcommercio, che in una lettera al premier Draghi e al ministro delle Infrastrutture Giovannini scrive: «Fra due giorni si rischia il caos, con un'incognita enorme nei rifornimenti e sul funzionamento regolare dei trasporti e della logistica.Siamo per i vaccini, convinti che siano una misura di sicurezza indispensabile. Ma nell'autotrasporto il 30% degli operatori non è vaccinato».  «Malgrado la gran parte dei nostri aderenti non si riconosce nelle iniziative violente di protesta, che Conftrasporto condanna fermamente, il rischio che si determinino iniziative spontanee autogestite esiste» conclude Uggè.

(fonte: La Stampa)