Ballottaggi, centrosinistra a valanga. Per Letta è "un trionfo". Salvini: "Ha votato la minoranza della minoranza". Meloni: "Sconfitti, ma la debacle è di M5S"

Il segretario del Pd Enrico Letta, il neosindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti

Il centrosinistra prende Roma e Torino. Solo la conferma di Trieste evita al centrodestra il "cappotto" nei capoluoghi di regione. Tutte le reazioni

Non proprio un "cappotto", ma il centrosinistra ci va molto vicino. Solo la conferma di Trieste evita a Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia di restare a mani vuote. Ma è disfatta e Giorgia Meloni non lo nega, pur rifiutando il termine "debacle". Mentre Matteo Salvini rifiuta questa lettura e, comunque, per il leader leghista si tratta di sindaci votati "dalla minoranza della minoranza".

Con i ballottaggi si chiude la tornata elettorale delle amministrative, urne che decretano la vittoria del centrosinistra, che si aggiudica 15 comuni capoluogo (contro i 4 del centrodestra) tra cui Roma e Torino, città che si vanno ad aggiungere a Milano, Bologna e Napoli.

"È un trionfo", esulta Enrico Letta, ma "senza trionfalismo". Il segretario dem vede nell'unità e nell'allargamento del campo del centrosinistra le ragioni della vittoria ("gli elettori si sono saldati"), ma è stata soprattutto la "coerenza" del suo partito sulla gestione della pandemia e delle misure per contenere il contagio a premiare il Pd. Infine, il leader Pd ribadisce, concetto già espresso dopo il primo turno, che dal voto il governo Draghi esce rafforzato. E, pur rinviando a gennaio il discorso sul Quirinale, spiega che i dem lavoreranno per costruire una "larga maggioranza" per eleggere il successore di Mattarella.

Per Matteo Renzi - che parla di "debacle" e "clamorosa sconfitta del centrodestra" - i ballottaggi decretano la "fine del tempo dei 5 stelle" e dimostrano che "il sovranismo non paga, il populismo grillino e destrorso si può sconfiggere". Diplomatico il commento di Luigi Di Maio: "I cittadini hanno scelto e ai neo sindaci va un grosso in bocca al lupo per l'impegno che li aspetta da qui ai prossimi anni", si limita a dire il ministro degli Esteri e esponente pentastellato. Giuseppe Conte affida ai social le sue riflessioni: "Il vero protagonista di questa tornata di ballottaggi è in modo drammatico l'astensionismo", osserva l'ex premier, convinto che ci sia "poco da parlare e molto da fare. A partire dalla nostra immediata riorganizzazione, dalla nostra rinnovata capacità di saper rispondere ai territori, al cuore del nostro Paese".

Nel centrodestra affiorano le prime crepe, evidenziate da differenti letture delle urne. Parte da una non sconfitta Salvini, nell'analisi a caldo del voto. "Il centrodedstra ha più sindaci" di prima, esordisce. Quindi, il leader leghista riconosce che avrebbe "preferito vincere a Roma", ma comunque il vero dato su cui riflettere è l'astensionismo, e i sindaci che hanno vinto lo hanno fatto con i voti della "minoranza della minoranza". Detto questo, per Salvini a penalizzare il centrodestra è stata una "campagna surreale, passata a inseguire i fascisti che sono solo sui libri di scuola". Detto questo, l'ex titolare del Viminale preferisce guardare oltre, e puntare al vero obiettivo, cioè "vincere le elezioni politiche". Archiviato il capitolo ballottaggi, Salvini torna a "picconare" la ministra Lamorgese, rea a suo dire di non sapere gestire le piazze, ultima prova è quanto sta accadendo a Trieste con lo sciopero dei portuali contro il Green pass.

Silvio Berlusconi fa sentire la sua voce per far sapere di aver fatto i complimenti al riconfermato sindaco azzurro di Trieste. E Antonio Tajani segue la linea, preferendo guardare il bicchiere mezzo pieno e concentrarsi sul risultato di Forza Italia, che ha vinto con Occhiuto in Calabria e ha confermato Dipiazza nel capoluogo friulano. Chi non nasconde la sconfitta è la leader di FdI. "Credo che si debba riconoscere che il centrodestra esca sconfitto da queste elezioni amministrative. Credo che ne siamo tutti consapevoli, ma non è una debacle", esordisce Meloni, secondo la quela il Pd "festeggia sulle spoglie del Movimento 5 stelle". Meloni punta il dito contro una campagna elettorale "diventata una lotta nel fango" e una sinistra che "ha criminalizzato l'opposizione". Ma anche se non si tratta di debacle, le urne rendono urgente "una valutazione approfondita" nel centrodestra, spiega. Anzi, Meloni parla proprio di ncessità di "fare chiarezza", perchè coesistono "tre posizioni diverse" che hanno penalizzato il centrodestra.

Serve quindi un vertice a tre: "Ho già parlato con Silvio Berlusconi", rivela, "mi sono scritta con Matteo Salvini. Ci sentiamo a breve. Credo ci si debba vedere questa settimana".