Covid, il monitoraggio Iss: frena l’Rt, ma Friuli e Bolzano a rischio arancione. Quattro regioni verso il giallo

Sale l’incidenza dei casi settimanali (da 125 a 155) ma l’Rt scende. Tassi di occupazione delle terapie intensive in salita 

Mantenendo il suo passo costante la curva dei contagi continua a crescere, tanto che l’incidenza dei casi settimanali ogni 100mila abitanti in sette giorni sale da 125 a 155. Ma l’Rt scende leggermente a 1,20, solo un ritocco all’ingiù rispetto all’ 1,23 della scorsa settimana. Questo vuol dire che la crescita dei casi non sale vorticosamente come in Germania, ma è pur sempre in crescita, perché quell’Rt significa che 100 positivi oggi come oggi ne contagiano altri 120.
Ma quel che conta ai fini dei passaggi di colore è il tasso di occupazione dei posti letto, che quando è sopra il 10% nelle terapie intensive e il 15% nei reparti di medicina fa accendere la luce gialla, che passa all’arancione quando le percentuali salgono al 20 e 30%.

Soglie, certifica il monitoraggio settimanale a cura dell’Iss all’esame della cabina di regia, superate questa volta dall’Alto Adige, che da lunedì prossimo andrà a tener compagnia al Friuli Venezia Giulia nella fascia gialla, dove si rimettono le mascherine all’aperto e i posti in cinema, teatri, stadi e Palazzetti dello sport. Questo per ora, perché marciando con questi aumenti dei letti ospedalieri occupati da pazienti Covid, per Natale entrambe potrebbero entrare in fascia arancione, dove senza super Green Pass i non vaccinati non vanno a sciare e nemmeno possono spostarsi fuori dal proprio Comune.

Gli ultimi dati dall’Agenas, più aggiornati di quelli del Monitoraggio, dicono infatti che in Friuli le terapie intensive sono occupate al 15% e gli altri reparti al 23%, mentre Bolzano è rispettivamente al 14 e 20%. E superando l’asticella del 20% in terapia intensiva e del 30% nell’area non critica si va appunto dritti in fascia arancione.

Se in due stanno messe peggio, quattro marciano verso la zona gialla: la Lombardia con il 7% dei letti occupati in terapia intensiva e il 13% in area non critica, la Calabria che è al 9 e 10%, il Lazio con il 10 e 11%, il Veneto con l’11 e il 9% ma una crescita dei contagi più rapida, tanto da essere l’unica regione classificata a rischio alto dal monitoraggio. In tutto sono 24 milioni gli italiani che potrebbero passare le feste girando con la mascherina anche all’aperto e a dover dare la caccia al biglietto per andare a vedere una partita o un film. Con il passaggio in fascia gialla infatti le capienze degli stadi si riducono dal 75 al 50%, così come cinema, teatri e sale de concerto oggi al massimo della capienza. Mentre nei palazzetti dello sport la percentuale di riempimento scende al 35%. E se è vero che tutti questi luoghi dello svago restano preclusi ai non vaccinati, anche chi ha il super Green Pass dovrà comunque vedersela con il contingentamento dei biglietti.

Tornando al monitoraggio dell’Iss, Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 7,3%  contro il 6,2% della settimana precedente. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 9,1% contro l’8,1%.

Una Regione risulta classificata a rischio basso, 20 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio moderato. Tra queste, due Regioni sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto.

A dimostrazione delle difficoltà del contact tracing è in forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (30.966 vs 23.971 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggera diminuzione (33% vs 34% la scorsa settimana). È stabile la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (45% vs 45%), mentre è in aumento la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (22% vs 21%).


 

(fonte: La Stampa)