Se amate davvero l’ambiente fate l’albero di Natale vero

A sostenerlo sono gli esperti di forestazione sostenibile: quello artificiale ha un’impronta di carbonio 10 volte superiore

Abbiamo trascorso anni a sentirci in colpa quando compravamo un albero di Natale vivo, ma soprattutto vegeto. Il profumo silvestre di cui riempiva la stanza era già un annuncio di festa. Ti accompagnava fino al 25 dicembre reclamando le attenzioni di un pupo. E se non le riceveva ti puniva con gli aghetti che precipitavano sul pavimento, facendoti sentire più colpevole di chi va a fare lo shopping natalizio lasciando acceso il motore del Suv.

Ebbene ora è la scienza a dirci che chi ha a cuore l’ambiente deve optare per il pino vero. Perché quello artificiale che al 6 gennaio finisce a prendere polvere in cantina (con un corpo in metallo e la chioma composta da piccole strisce in plastica verde) inquina molto di più. A sostenerlo non sono i fiorai ma niente meno che la Pefc, il  Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale), un’organizzazione che si occupa di certificare la gestione sostenibile delle foreste. “Un albero di Natale artificiale di 2 metri ha un'impronta di carbonio 10 volte superiore a quella di un vero albero – spiegano questi esperti – che a fine vita può produrre energia o addirittura essere ripiantato”.

Attenzione però, l’abete vivo va curato

Non basta comprare un abete vero per sentirsi a posto con la propria coscienza ecologica. Pefc Italia si è occupato di dare alcuni consigli anche su come prendersi cura di un albero dopo le feste.
Si comincia dalle decorazioni:  “Evitare neve sintetica o spray colorati, preferendo per gli addobbi prodotti naturali, – ricorda l'organizzazione - quindi passate le feste gli alberi veri recisi e in vaso che non si vogliono mantenere per gli anni successivi, dovranno essere smaltiti portandoli nelle isole ecologiche: in questo modo saranno trasformati in compost utile alla crescita di nuove piante. Mentre collocarli in boschi significa creare potenziali problemi ecologici”.

Se invece si compra con le radici

L’abete con radici si può affidare durante l’anno a un vivaio che al costo di dieci euro l’anno (molti lo fanno) si occuperà della sua salute. Se si vuole risparmiare e si dispone di un giardino si potrà conservarlo all’aperto avendo però avuto cura di non esporlo a un eccessivo calore nel mese di dicembre.

Cubetti di ghiaccio nel vaso 

Un rimedio consigliato dagli esperti è quello di coprire una volta al giorno la terra del vaso con alcuni cubetti di ghiaccio. Manterranno la freschezza e la giusta idratazione della pianta. 

(fonte: La Stampa)