Caso Marò, i pm: “Elementi di prova insufficienti”. Chiesta l’archiviazione dopo 9 anni, Latorre: “Voglio stringervi tutti”

Tra gli elementi che hanno portato a chiedere di fare cadere le accuse anche la non utilizzabilità degli accertamenti svolti all'epoca dei fatti in India come l'autopsia o gli esami balistici

Gli elementi di prova raccolti sono «insufficienti a garantire l'instaurazione di un processo». È con queste parole che la procura di Roma, al termine di un'indagine durata 9 anni, ha chiesto al gip di archiviare l'inchiesta per omicidio volontario che vedeva indagati i due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre in merito alla vicenda di due pescatori uccisi da colpi di arma da fuoco a febbraio 2012 al largo delle coste del Kerala, in India. I due fucilieri erano stati interrogati dal pm Erminio Amelio lo scorso luglio. Latorre e Girone furono già ascoltati dai pm di Roma il 3 gennaio del 2013 e nello stesso anno i magistrati disposero una perizia sul computer e su una macchina fotografica che si trovavano a bordo della Enrica Lexie, la nave su cui erano in servizio Latorre e Girone.

Per i pm, coordinati dal procuratore di Roma Michele Prestipino, «gli elementi di prova raccolti sono insufficienti per avviare un processo e gli accertamenti tecnici, balistici e autoptici svolti in India, compiuti dalle autorità locali secondo regole che non sono quelle italiane, sono irripetibili o non utilizzabili». Un esempio sono le autopsie svolte sui due pescatori morti, i cui corpi sono stati cremati. La procura nel motivare la richiesta di archiviazione spiega di non aver riscontrato elementi sufficienti ad attribuire in modo univoco il fatto ai due indagati. Dagli accertamenti ad ampio raggio disposti dagli inquirenti è emerso inoltre che sulla Enrica Lexie, la nave su cui erano in servizio Latorre e Girone, erano state rispettate le regole di ingaggio: i componenti quando hanno visto avvicinarsi il barchino a 90-100 metri alla nave Enrica Lexie hanno prima mostrato le armi e poi hanno sparato in acqua.

Hanno pensato dunque di essere sotto attacco di pirati, elemento confermato anche da parte del personale indiano che era a bordo della nave. Conclusioni che dal punto di vista penale hanno portato il pm Amelio a chiedere l’archiviazione. Una decisione non in contrasto con il risarcimento per le vittime e con la determinazione del tribunale arbitrale dell’Aja che aveva attribuito all'Italia la giurisdizione penale sulla vicenda. Ora l’ultima parola spetta al gip chiamato a decidere sulla richiesta. 

«Ora voglio stringervi tutti e non solo virtualmente, ma fisicamente, perché non ho dimenticato quanto vi siete spesi per noi». Lo scrive su Facebook il fuciliere di Marina Massimiliano Latorre. Anche sua moglie, Paola Moschetti Latorre, commenta su Fb: "La fine di un incubo durato dieci anni, emozione, commozione, felicità ERA ORA!». «Abbiamo appreso oggi una buona notizia. Attendiamo di conoscere i contenuti della richiesta di archiviazione. Auspichiamo che questa vicenda si concluda presto e possa tornare la serenità nella nostra famiglia» è il pensiero che la famiglia del fuciliere di Marina Salvatore Girone affida all'Ansa.

(fonte: La Stampa)