Covid, dal ministero della Salute arriva l’ok alle Regioni: “Fuori dai conteggi dei positivi gli asintomatici”

Negli ospedali resta la separazione dei percorsi. La Lombardia lo aveva annunciato due giorni fa

Il ministero della Salute con una circolare accontenta le Regioni nella richiesta avanzata qualche giorno fa: saranno esclusi dal conteggio dei positivi al Covid i pazienti ricoverati per cause diverse. Di conseguenza, anche il calcolo relativo all'occupazione dei posti letto in area medica sarà diverso rispetto a prima.

La circolare a firma della direzione generale della Prevenzione e di quella per la Programmazione sanitaria, sottolinea che “il paziente ricoverato per cause diverse che risulti positivo al test per Sars-Cov-2, ma asintomatico per Covid 19, qualora sia assegnato in isolamento al reparto di afferenza della patologia per la quale si rende necessario il ricovero, pur essendo tracciato come ‘caso’ non sarà conteggiato tra i ricoveri dell'Area Medica Covid, fermo restando il rispetto del principio di separazione dei percorsi e di sicurezza dei pazienti”. A partire dal primo febbraio, stabilisce il ministero, il bollettino conterrà un nuovo campo, comprendente i “pazienti Covid ricoverati per cause diverse”: fino ad allora, questi saranno elencati nelle note generali. Rimane invariata, invece, la definizione di caso Covid: i pazienti ricoverati positivi, a prescindere dai sintomi, vanno tracciati come casi e comunicati ai sistemi di sorveglianza esistenti”.

La Lombardia lo aveva annunciato già due giorni fa, con una nota: “Da venerdì 14 gennaio Regione Lombardia sarà in grado di distinguere all'interno dei ‘ricoveri Covid positivi’ dei propri ospedali, quali ricoveri afferiscono direttamente a una patologia ‘Covid-dipendente’ (polmoniti e gravi insufficienze respiratorie) e quali invece si riferiscono a pazienti ospedalizzati per altre patologie e poi riscontrati positivi al tampone pre-ricovero”. Quindi chi entra in ospedale con una gamba rotta e risulta positivo al tampone, se non ha polmonite o grave insufficienze respiratorie, non è più classificato come caso Covid, perché prevale la sua patologia principale (in questo caso, la gamba rotta).

Nei giorni scorsi ne aveva parlato anche il presidente del Veneto Luca Zaia, spiegando che la richiesta delle regioni era quella di “adottare le linee guida dell’Ecdc, organo ufficiale europeo, secondo cui, nella definizione di casi Covid, devono essere soddisfatti due criteri: il soggetto deve avere malattie respiratorie o sintomi influenzali e deve risultare positivo ad un tampone, antigenico o molecolare. Il paziente positivo ma senza sintomi non è un caso, lo dice l’Ecdc. Questo  aveva spiegato il presidente leghista – cambia la storia del Covid, alcuni paesi hanno già iniziato ad affrontare il dibattito. Qual è la perplessità? Se ci sono tanti positivi asintomatici, c’è il rischio che l’asintomatico infetti comunque. A noi sembra, in base ai dati, che si stia abbassando la quota dei sintomatici o almeno di coloro che hanno evidenti segni clinici. Le Regioni chiederanno di adottare le linee guida dell’Ecdc”.

(fonte: La Stampa)