Green pass, uno slalom per i negozi: ecco dove non servirà con il nuovo decreto

Tutto pronto per i provvedimento che entrerà in vigore il primo febbraio. Ma una serie di restrizioni partono già da domani

ROMA. Tutto pronto per il nuovo Dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri) collegato al decreto dello scorso 5 gennaio che ha introdotto l’obbligo vaccinale per gli over 50.

Dopo la lunga discussione di ieri fra i ministri della Salute, della Giustizia, della Pubblica amministrazione e dello Sviluppo economico, il provvedimento dovrebbe essere firmato nella giornata di oggi integrando e aggiornando gli obblighi sul Green pass così come sono in vigore da dicembre dello scorso anno.


Il governo Draghi dovrà dettagliare le realtà in cui non sarà richiesto il super Green pass – quello che possono esibire i vaccinati o guariti da Covid – o il semplice Green pass per poter accedere a negozi, esercizi commerciali, cinema, centri commerciali.

La lista, come ha precisato il sottosegretario alla Salute Pier Paolo Sileri, è quasi pronta.

«Tutto partirà dal 1° febbraio – ha aggiunto – sarà non solo resa nota la lista, ma spiegata ulteriormente la bontà di quello che stiamo facendo per convincere le persone ancora indecise». Si parte, quindi, dal 1 febbraio con le nuove disposizioni.

Senza Green pass dove si potrà andare?

Nel confronto fra linea morbida e linea rigorosa, le indiscrezioni di corridoio confermano per ora che non ci vorrà il Green pass, il certificato verde, negli esercizi alimentari (pizzicagnoli e supermercati) sanitarie (farmacie e parafarmacie) e di giustizia (le caserme dove poter sporgere denuncia se si è vittime di un reato) e tutti quei luoghi che abbiano il criterio dell’urgenza e dell’indifferibilità.

Nel mezzo sono venuti a trovarsi anche tabaccherie ed edicole, dove comunque sembra prevalere la linea del non Green pass.

Il certificato verde sarà necessario, invece, per i negozi come fiorai, cartolerie senza edicola, vivai, negozio di fotografia, librerie, esercizi dove si vendono i giocattoli, articoli sportivi e negozi per neonati.

Non serve il Green pass se ci rivolgiamo a edicole all’aperto, mercati rionali, commercianti ambulanti, benzinai. Resta in vigore il certificato, invece, per circoli, attività ricreative, culturali e sportive.

Il controllo nelle tabaccherie sarebbe di fatto impossibile.

A sostenere la tesi dell’impossibilità del Green pass nelle tabaccherie di tutta Italia valgono soprattutto i numeri. «Nelle tabaccherie italiane entrano ogni giorno 13 milioni di persone, circa 250 per ogni rivendita. Sarebbe un vero problema introdurre qui l’uso del Green pass», ha detto Giovanni Risso, presidente nazionale della Federazione italiana tabaccai.

Da domani certificato verde obbligatorio per entrare in uffici pubblici, parrucchieri ed estetisti.

Entra in vigore da domani, 20 gennaio, l’obbligo di esibire il Green pass per accedere a parrucchieri ed estetisti. E sempre dal 20 gennaio tocca anche a banche e uffici postali far accedere gli utenti solo con il Green pass, oltre ai lavoratori. Dal primo febbraio sarà necessario anche in uffici pubblici e attività commerciali, come proprio i grandi centri commerciali esclusa, però, l’area dei supermercati che restano ancora esentati dalla presentazione del certificato.

Le sanzioni se ci trovano senza Green pass dove è obbligatorio.

Il decreto dello scorso 5 gennaio prevede, per tutti coloro (lavoratori e non) che non saranno in regola con l’obbligo vaccinale a partire dal 1° febbraio 2022, una sanzione di 100 euro una tantum.

La sanzione sarà fatta dall’Agenzia delle entrate, attraverso l’incrocio dei dati della popolazione residente con quelli risultanti nelle anagrafi vaccinali regionali o provinciali.

Per i lavoratori pubblici e privati e per i liberi professionisti non vaccinati, soggetti all’obbligo di possedere un Green pass rafforzato dal 15 febbraio 2022, è prevista una sanzione da 600 a 1.500 euro nel caso di accesso ai luoghi di lavoro in violazione dell’obbligo.

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